Salute & Benessere. Le lesioni muscolari: diagnosi e cura


Gli infortuni muscolari rappresentano un evento molto comune durante la pratica sportiva e possono provocare un danno strutturale al muscolo, spesso rappresentato da una zona di discontinuità patologica

Le lesioni muscolari rappresentano il tipo di infortunio più frequente in ambito sportivo. L’incidenza delle lesioni muscolari è variabile nei diversi sport: 16-40% nell’atletica leggera (soprattutto in discipline come la velocità, i lanci e il salto), 18% nella pallacanestro (generalmente causate da brusche contrazioni e scatti improvvisi), 11% nel rugby (le lesioni più frequenti sono le lesioni ai muscoli flessori della coscia e quelle al polpaccio).

L’analisi dei dati relativi a 6 stagioni degli Australian Open ha evidenziato che gli infortuni più frequenti sono proprio quelli muscolari.

Il primo sintomo avvertito in caso di danno muscolare è un dolore acuto, generalmente proporzionale all’entità del danno, a livello della zona colpita: se la lesione è particolarmente seria, l’infortunato può addirittura trovarsi nell’impossibilità assoluta di muovere la parte, che si presenta molto spesso contratta e dura alla palpazione.
I traumi che provocano un danno muscolare sono di due tipi.

Il trauma di tipo distrattivo o indiretto può essere è causato da un improvviso allungamento del muscolo durante la sua contrazione eccentrica (che può creare una tensione superiore alla massima sopportabile), da una troppo rapida contrazione a partire da una situazione di completo rilassamento muscolare (ad esempio nell’atto di sollevare un bilanciere troppo carico), da una contrazione balistica del muscolo agonista che allunghi bruscamente il muscolo antagonista oltre le sue possibilità di resistenza (ad esempio nei muscoli posteriori di coscia durante le fasi di corsa veloce o nella fase di superamento dell’ostacolo).

Nel trauma di tipo contusivo o diretto la lesione muscolare è determinata da un’improvvisa e violenta forza di impatto agente dall’esterno, come ad esempio accade quando un giocatore colpisce con una ginocchiata il quadricipite femorale dell’avversario.

Dal punto di visto anatomo-patologico il danno muscolare comporta, in primis, la rottura delle singole fibre muscolari, cui segue il distanziamento delle stesse. Nel danno vengono anche coinvolti il tessuto connettivo di sostegno ed il sistema vascolare. A causa di quest’ultimo danno frequentemente si forma un ematoma, che può rimanere contenuto nel muscolo o fuoriuscire all’esterno rendendosi visibile nel sottocute.

Per diagnosticare una lesione muscolare di grande utilità è l’ecografia: si tratta di un esame strumentale che ha pochissime controindicazioni, è ripetibile e veloce, può definire sede, severità, e dimensione del danno, permette sia una valutazione statica che dinamica e, infine, può essere facilmente utilizzato nel follow-up. Negli ultimi anni anche la Risonanza Magnetica ha acquistato un ruolo importante nella diagnostica per immagini di queste lesioni.

La scelta sull’utilizzo dell’ecografia o della RM è legata a vari fattori come la tipologia di infortunio, il tipo di paziente, i differenti costi degli esami. L’ecografia può essere considerata l’esame di approccio, grazie alle caratteristiche prima evidenziate (economica, rapida, ripetibile, buona visione anatomica, valutazione della vascolarizzazione, possibilità di una valutazione in comparativa e in dinamica), mentre la RM ha significato diagnostico in caso di lesioni di piccole dimensioni, che possono sfuggire all’ecografia, o a carico di muscoli profondi, difficilmente valutabili ecograficamente.

La terapia prevede un approccio farmacologico e riabilitativo.

La terapia medica mira a contenere il dolore, l’infiammazione e l’ematoma, per cui la scelta dei farmaci ricade su antiinfiammatori, miotonolitici e antiedemigeni. L’infiammazione è il primo evento che conduce alla guarigione, per cui il Medico tenderà a prescrivere i farmaci solo quando strettamente necessario. Inoltre egli sceglierà dei farmaci che non mascherino completamente il dolore per evitare che l’atleta possa sottostimare il danno e rischiare lesioni ulteriori.

Nella cura delle lesioni muscolari vengono usati diversi mezzi fisici (Fisioterapia Strumentale). Quelli maggiormente accreditati sono la laserterapia, la magnetoterapia, la crioterapia, l’ipertermia, la diatermia con onde capacitivo-resistive, l’ultrasuonoterapia. Utilizzate anche le onde d’urto, l’elettroterapia di stimolazione muscolare e l’elettroterapia antalgica. L’elettroterapia intra-lesionale rappresenta una promettente alternativa terapeutica.

 

Salute & Benessere è una rubrica medica a cura del dott. Accursio Miraglia.


Pubblicato da Accursio Miraglia

Accursio Miraglia, nato a Sciacca il 27-12-68 Nel 1994 Laurea con Lode in Medicina e Chirurgia, Università Cattolica del Sacro Cuore (Roma – Policlinico Gemelli) Nel 1998 Specializzazione con Lode in Medicina Fisica e Riabilitativa (Fisiatria), Università di Tor Vergata (Roma) Dal 1998 al 2006 partecipa a numerosi corsi di aggiornamento organizzati dall’Accademi Italiana di Medicina Manuale Dal 1998 al 1999 Assistente medico, responsabile area riabilitativa Casa di cura "Villa Fulvia", Roma Dal 1999 ad oggi Direttore Sanitario del Centro di Educazione Psicomotoria s.r.l, centro di fisioterapia accreditato presso il SSN Dal 2009 è consulente tecnico d'ufficio presso il Tribunale di Sciacca e gli uffici del Giudice di pace di Sciacca, Menfi e Ribera. Dall’anno accademico 2014-2015, professore a contratto presso la Scuola di Specializzazione in Medicina Fisica e Riabilitativa dell’Università di Roma “Tor Vergata”. Dal 2015 ricopre il ruolo di docente presso il “Corso-Teorico pratico di Medicina Manuale” organizzato dalla SIMFER (Società Italiana di medicina Fisica e Riabilitativa) con la collaborazione Società Italiana di Medicina Vertebrale (MEDVERT) e le Università “la Sapienza” e Tor Vergata” di Roma.