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Salute & Benessere. Le mascherine sono pericolose per l’apparato respiratorio? Ecco cosa dicono gli esperti

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A causa dell’incremento del numero dei casi di COVID-19 registrato nelle ultime settimane il governo ha deciso, per limitare la diffusione del virus, di rendere nuovamente obbligatorio l’uso della mascherina anche all’aperto, ma molti nutrono dubbi sull’utilizzo prolungato

Secondo alcune teorie l’utilizzo prolungato di questi dispositivi, anche se indispensabile, potrebbe comportare dei problemi per la salute, soprattutto se le mascherine vengono indossate per molto tempo. L’apparato respiratorio, secondo tali tesi, sarebbe il più penalizzato dall’uso della mascherina, tuttavia i dati scientifici non sembrano avvalorare questa ipotesi.

Occorre anzitutto premettere che le comuni mascherine chirurgiche non interferiscono con la respirazione, nemmeno se indossate da chi soffre di patologie allergiche come la rinite o l’asma bronchiale, che, anzi, può ricevere maggiore protezione nei confronti dei pollini.

Secondo alcuni l’utilizzo delle mascherine FFP2 e FFP3, che garantiscono una maggiore protezione sia in entrata che in uscita, potrebbe associarsi ad una sensazione di affanno e fame d’aria se utilizzate per molto tempo dal momento che l’aria espirata si accumula al loro interno, inumidendo il materiale di cui sono composte e rendendo più difficile la respirazione.

Appare tuttavia priva di fondamento l’ipotesi che l’utilizzo delle mascherine possa favorire l’inalazione dell’anidride carbonica espirata. Le molecole di CO2 sono molto più piccole delle goccioline contenenti il virus (che le maschere sono progettate per arrestare) e non possono essere intrappolate all’interno di tali dispositivi.
La sovra-esposizione all’anidride carbonica sarebbe possibile soltanto se la mascherina fosse talmente ermetica da trattenere l’aria espirata, ma nessuna mascherina presenta queste proprietà.

Proprio partendo dall’ipotesi che l’utilizzo delle mascherine potesse creare problemi all’apparato respiratorio i ricercatori del Jackson Memorial Hospital di Miami e dell’università di Miami hanno studiato gli effetti dell’uso delle mascherine chirurgiche in persone con la Bpco (BroncoPneumopatia cronica ostruttiva).

In particolare è stata valutata la presenza di eventuali anomalie nello scambio gassoso di ossigeno e anidride carbonica (la funzione principale dell’apparato respiratorio, infatti, è quella di assorbire ossigeno ed eliminare la CO2). Gli autori hanno coinvolto 15 giovani senza problemi respiratori e 15 pazienti di circa 70 anni affetti da Bpco.

I ricercatori hanno misurato lo scambio di anidride carbonica e la saturazione dell’ossigeno (frazione di emoglobina saturata di ossigeno relativa all’emoglobina totale nel sangue del paziente) dei partecipanti alla ricerca prima e dopo aver utilizzato la mascherina a riposo e durante il cosiddetto test del cammino in sei minuti (six minutes walk test).

Nella prova a riposo i ricercatori non hanno notato alcuna variazione, mentre durante il test del cammino le persone con Bpco hanno presentato una prevedibile minore ossigenazione, senza tuttavia che vi fossero segni di alterato scambio gassoso.

Ma allora perché l’utilizzo della mascherina si può accompagnare ad una sensazione di mancanza d’aria?

Secondo i ricercatori “la dispnea, ovvero la difficoltà a respirare, segnalata con le mascherine da alcuni soggetti, non rappresenta un sinonimo di modifiche nello scambio di gas, ma avviene a causa della diminuzione del flusso d’aria; eventualità che può verificarsi in una condizione nella quale è necessaria una maggiore ventilazione. Se si verifica l’eventualità che una mascherina aumenti la sensazione di affanno – aggiungono gli studiosi – sarà sufficiente allentare i lacci o le molle o toglierla temporaneamente distanziandosi dalle altre persone”.

Volendo ulteriormente chiarire, ipotetiche sensazioni di disagio legate all’uso della mascherina, seppur possibili e note, non si accompagnano ad alterazioni significative dell’ossigenazione del sangue. Eventuali casi di malessere, quindi, sono legati a condizioni soggettive e non a chiare “controindicazioni” relative all’uso della mascherina.

In ogni caso, gli esperti sottolineano come l’utilizzo della mascherina sia essenziale soprattutto nei pazienti che già soffrono di malattie polmonari perché maggiormente esposti alle conseguenze dell’infezione da COVID-19.

Salute & Benessere è una rubrica medica a cura del dott. Accursio Miraglia.


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Pubblicato da Accursio Miraglia

Accursio Miraglia, nato a Sciacca il 27-12-68 Nel 1994 Laurea con Lode in Medicina e Chirurgia, Università Cattolica del Sacro Cuore (Roma – Policlinico Gemelli) Nel 1998 Specializzazione con Lode in Medicina Fisica e Riabilitativa (Fisiatria), Università di Tor Vergata (Roma) Dal 1998 al 2006 partecipa a numerosi corsi di aggiornamento organizzati dall’Accademi Italiana di Medicina Manuale Dal 1998 al 1999 Assistente medico, responsabile area riabilitativa Casa di cura "Villa Fulvia", Roma Dal 1999 ad oggi Direttore Sanitario del Centro di Educazione Psicomotoria s.r.l, centro di fisioterapia accreditato presso il SSN Dal 2009 è consulente tecnico d'ufficio presso il Tribunale di Sciacca e gli uffici del Giudice di pace di Sciacca, Menfi e Ribera. Dall’anno accademico 2014-2015, professore a contratto presso la Scuola di Specializzazione in Medicina Fisica e Riabilitativa dell’Università di Roma “Tor Vergata”. Dal 2015 ricopre il ruolo di docente presso il “Corso-Teorico pratico di Medicina Manuale” organizzato dalla SIMFER (Società Italiana di medicina Fisica e Riabilitativa) con la collaborazione Società Italiana di Medicina Vertebrale (MEDVERT) e le Università “la Sapienza” e Tor Vergata” di Roma.

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