Salute & Benessere. Padel: rischi, infortuni e prevenzione


Il padel è senza ombra di dubbio lo sport del momento: coinvolge tutte le fasce di età e, visto il momento storico, è uno dei pochi sport che si può praticare in tutta sicurezza

Si tratta di un’attività coinvolgente perché facile e, soprattutto, perché tutti possono giocare a livello amatoriale. Non si tratta di uno sport di contatto come calcio o basket ma comunque il rischio di infortuni esiste, poiché è un’attività che richiede un’adeguata preparazione atletica, aspetto spesso sottovalutato dalla maggior parte dei praticanti.

Secondo gli ultimi studi gli infortuni più frequenti colpiscono tre distretti: arti superiori, arti inferiori e schiena.
Le articolazioni degli arti superiori più colpite sono il gomito (20%) e la spalla (12%), a causa dei movimenti compiuti dal braccio che impugna la racchetta.

Le articolazioni degli arti inferiori coinvolte sono la caviglia (19%) e il ginocchio (12%) a causa dei continui rapidi cambi di direzione.

La parte della schiena più interessata è la zona lombare (14%), a causa degli scatti improvvisi e delle rapide torsioni del tronco.

Agli infortuni articolari vanno aggiunti i danni muscolari (contratture, stiramenti, strappi) e tendinei (tendiniti, lesioni tendinee).

Jorge Rodriguez, preparatore fisico di tanti giocatori professionisti di padel, ha fatto un riassunto delle varie cause di infortunio.

Accidentali: sono lesioni causate da elementi presenti nel campo oppure da eventi casuali, come essere colpiti da una palla, scontrarsi con la griglia o i vetri oppure colpirsi con la pala.
Sovraccarico: si verifica quando le nostre strutture muscolo-legamentose non sono abbastanza allenate per sopportare lo sforzo richiesto.

Tecnica: un’esecuzione non corretta del gesto tecnico può causare delle lesioni articolari o muscolari.
Preparazione: Molto frequentemente non di dedica tempo né al riscaldamento né al defaticamento.
Condizioni climatiche: pioggia, freddo, caldo, umidità, sono tutti fattori che possono aumentare le possibilità di infortunio.

Disidratazione: l’idratazione gioca un ruolo fondamentale prima, durante e dopo la partita, con eventuale conseguente spossatezza (che peggiora il gesto tecnico e la coordinazione motoria) o insorgenza di crampi.
Gli infortuni non possono sempre essere evitati, ma la percentuale di rischi può essere significativamente ridotta con una corretta prevenzione.

Particolare attenzione va prestata, innanzitutto, al riscaldamento pre-partita: prima di iniziare l’attività sportiva sono sufficienti pochi minuti di corsa e qualche esercizio specifico per attivare la muscolatura in modo graduale e prepararla alla prestazione sportiva.

Allo stesso modo, una volta terminato il match, è fondamentale eseguire un corretto defaticamento, dedicando qualche minuto allo stretching per salvaguardare la salute di muscoli e articolazioni ed evitare dolorose contratture muscolari, soprattutto nella zona lombare, causate dai continui salti e dalle posizioni di gioco.

Altrettanto importanti per ridurre il rischio di infortunio sono gli esercizi di rinforzo muscolare di tutte le parti del corpo maggiormente sollecitate dal gesto tecnico e dai continui cambi di direzione, cioè braccia, arti inferiori e la zona del core (il gruppo di fasce muscolari della pelvi, del diaframma, dell’addome e della schiena, in cui si concentrano tutte le forze che regolano il controllo e l’equilibrio). Una muscolatura trofica, infatti, permette di affrontare l’attività sportiva con maggiore sicurezza, riduce il rischio di infortuni e migliora le prestazioni.

 

Salute & Benessere è una rubrica medica a cura del dott. Accursio Miraglia.


Pubblicato da Accursio Miraglia

Accursio Miraglia, nato a Sciacca il 27-12-68 Nel 1994 Laurea con Lode in Medicina e Chirurgia, Università Cattolica del Sacro Cuore (Roma – Policlinico Gemelli) Nel 1998 Specializzazione con Lode in Medicina Fisica e Riabilitativa (Fisiatria), Università di Tor Vergata (Roma) Dal 1998 al 2006 partecipa a numerosi corsi di aggiornamento organizzati dall’Accademi Italiana di Medicina Manuale Dal 1998 al 1999 Assistente medico, responsabile area riabilitativa Casa di cura "Villa Fulvia", Roma Dal 1999 ad oggi Direttore Sanitario del Centro di Educazione Psicomotoria s.r.l, centro di fisioterapia accreditato presso il SSN Dal 2009 è consulente tecnico d'ufficio presso il Tribunale di Sciacca e gli uffici del Giudice di pace di Sciacca, Menfi e Ribera. Dall’anno accademico 2014-2015, professore a contratto presso la Scuola di Specializzazione in Medicina Fisica e Riabilitativa dell’Università di Roma “Tor Vergata”. Dal 2015 ricopre il ruolo di docente presso il “Corso-Teorico pratico di Medicina Manuale” organizzato dalla SIMFER (Società Italiana di medicina Fisica e Riabilitativa) con la collaborazione Società Italiana di Medicina Vertebrale (MEDVERT) e le Università “la Sapienza” e Tor Vergata” di Roma.