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Salute & Benessere. Scuola e zainetti: dal peso eccessivo al covid

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La scuola sta per riprendere, fra nuove preoccupazioni relative al COVID e vecchi timori legati alla pesantezza degli zainetti scolastici, cruccio dei genitori che temono per la colonna vertebrale dei loro ragazzi

Ma quali sono le regole essenziali per l’anno scolastico che va ad iniziare? Di sicuro non dovranno mancare mascherina, gel disinfettante per le mani, borraccia e una merenda, perché potrebbe essere impossibile approvvigionarsi ai distributori automatici.

Chi possiede un tablet potrebbe, si spera, scaricare i libri di testo in formato digitale. La pandemia, infatti, ha dato una evidente spinta verso l’uso della tecnologia e, dopo il rodaggio della didattica a distanza della scorsa primavera, l’interesse per i tablet è in aumento, mentre scende quello per matite e quaderni.

Secondo un recente sondaggio effettuato da Kantar per conto di idealo, una famiglia italiana su due è interessata ad acquistare un dispositivo elettronico per la didattica dei propri figli.
L’utilizzo dei dispositivi elettronici potrebbe aiutare, finalmente, a ridurre il peso degli zaini, fonte di preoccupazione per gran parte dei genitori.

Ma quanto dovrebbe pesare uno zainetto?

Il peso dello zaino, una volta riempito, non dovrebbe superare il 15% del peso del bambino: un bambino che pesa 30 kg, quindi, non dovrebbe sopportare un peso superiore ai 4,5 kg. Sembra un’utopia ma così vorrebbe la medicina.

Quali le caratteristiche strutturali?

Lo zainetto deve essere dotato di schienale rigido e bretelle larghe e regolabili (in modo che lo zaino non scenda sotto la vita), ed entrambi dovrebbero essere imbottiti. Le dimensioni dello zaino devono essere consone alla corporatura di chi lo indossa: sono quindi da evitare gli zaini troppo grandi, perché si ha la tendenza a riempirli anche oltre il necessario, e quelli con la struttura a soffietto che, oltre ad essere troppo capienti, danno anche un maggiore sbilanciamento all’indietro. Il modello ideale dovrebbe anche essere dotato di ruote ed una maniglia per essere utilizzato anche come trolley o, almeno, per essere talvolta trasportato a mano.

Lo zaino va riempito in altezza piuttosto che in larghezza e va chiuso ben stretto, in modo che il materiale non si muova all’interno. I libri più grandi e pesanti vanno messi verso lo schienale, proseguendo poi con quelli più piccoli e leggeri (per non sbilanciare il bambino).

Lo zaino non va mai portato su una spalla sola, deve essere indossato dopo averlo posto su un tavolo e le bretelle vanno infilate una per volta e mai contemporaneamente, perché in questo caso la colonna vertebrale si pone in iperlordosi.

Una volta indossato lo zainetto va tenuto sulle spalle il meno possibile (mai per più di 15 minuti), poggiandolo tutte le volte che è possibile (ad esempio in autobus).

L’attenzione su questo argomento deve essere massima perché, se è vero che l’utilizzo degli zainetti non è in grado di causare la scoliosi (alterazione della colonna in cui si ha un deformazione strutturale delle vertebre), tuttavia può accentuarla se già il bambino ne soffre o comunque indurre posture viziate e mal di schiena.

 

Salute & Benessere è una rubrica medica a cura del dott. Accursio Miraglia.


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Pubblicato da Accursio Miraglia

Accursio Miraglia, nato a Sciacca il 27-12-68 Nel 1994 Laurea con Lode in Medicina e Chirurgia, Università Cattolica del Sacro Cuore (Roma – Policlinico Gemelli) Nel 1998 Specializzazione con Lode in Medicina Fisica e Riabilitativa (Fisiatria), Università di Tor Vergata (Roma) Dal 1998 al 2006 partecipa a numerosi corsi di aggiornamento organizzati dall’Accademi Italiana di Medicina Manuale Dal 1998 al 1999 Assistente medico, responsabile area riabilitativa Casa di cura "Villa Fulvia", Roma Dal 1999 ad oggi Direttore Sanitario del Centro di Educazione Psicomotoria s.r.l, centro di fisioterapia accreditato presso il SSN Dal 2009 è consulente tecnico d'ufficio presso il Tribunale di Sciacca e gli uffici del Giudice di pace di Sciacca, Menfi e Ribera. Dall’anno accademico 2014-2015, professore a contratto presso la Scuola di Specializzazione in Medicina Fisica e Riabilitativa dell’Università di Roma “Tor Vergata”. Dal 2015 ricopre il ruolo di docente presso il “Corso-Teorico pratico di Medicina Manuale” organizzato dalla SIMFER (Società Italiana di medicina Fisica e Riabilitativa) con la collaborazione Società Italiana di Medicina Vertebrale (MEDVERT) e le Università “la Sapienza” e Tor Vergata” di Roma.