Salute & Benessere. Smartphone e cervicalgia: la sindrome text-neck

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L’oggetto tecnologico più presente nelle nostre giornate, lo smartphone, non è più soltanto un mezzo di comunicazione ma un vero e proprio strumento creativo, di socializzazione, di condivisione. Insomma, non riusciamo più a fame a meno. Ma a che prezzo?

Uno dei più temi più dibattuti nella decade attuale, che sta vivacizzando il dibattito medico-scientifico, è l’associazione tra postura e uso dello smartphone.

È oramai provato che al crescere dell’utilizzo dello smartphone aumenta proporzionalmente la frequenza di problematiche muscoloscheletriche al collo, tanto da configurare una vera e propria nuova malattia.

La sindrome Text-Neck termine usato per indicare l’esposizione del rachide cervicale a flessione ripetuta dovuta all’uso dello smartphone, con conseguente sintomatologia dolorosa, è stata oggetto di diversi studi epidemiologici che hanno riscontrato un’alta prevalenza di dolore al collo in soggetti che utilizzano frequentemente il dispositivo.

Il motivo è legato ad una semplice legge della fisica: la testa di un adulto pesa in media 5 chili ma quando è inclinata in avanti, proiettandosi all’esterno dell’ipotetico baricentro, come succede utilizzando il cellulare, può arrivare a pesare sul nostro collo fino a 27 chilogrammi. Il carico muscolare a livello del collo è determinato dall’angolo di flessione della testa sul piano sagittale: ad una maggior flessione del capo corrisponde un aumento del braccio di leva dell’articolazione cervicale e, pertanto, una maggiore contrazione dei muscoli estensori del collo al fine di supportare il peso della testa in posizione flessa.

I ricercatori dell’Uslan National Institute of Science and Technology, in Corea del Sud, nel 2020 hanno avviato degli studi per fare chiarezza sul rischio di cervicalgia derivato dall’utilizzo dello smartphone.
Lo studio si proponeva di misurare il carico muscolare provocato dall’uso del dispositivo durante l’esecuzione di due compiti (navigare su internet con una mano e scrivere sms con due mani) in tre diverse posture (in posizione seduta, in piedi da fermo e camminando).

I risultati dello studio hanno evidenziato:

1) che l’azione dello scrivere comporta una maggiore attivazione muscolare e una maggiore flessione del capo rispetto al navigare su internet con una mano. Ciò avviene perché sorreggere il telefono con due mani richiede uno sforzo muscolare maggiore, dovuto alla necessità di mantenere le braccia vicino al corpo, che si associa ad una maggiore flessione del collo (che, come si è visto, comporta un maggiore stress muscolare);
2) che l’azione dinamica del camminare utilizzando lo smartphone aumenta ulteriormente il lavoro muscolare. L’utilizzo del telefono durante la camminata è ancora più stressante per i muscoli cervicali perché l’atto di deambulare comporta di per sé un’oscillazione del capo: la flessione dinamica del collo dovuta all’utilizzo del telefono, associata alle oscillazioni secondarie alla camminata, provoca un sovraccarico a livello dei muscoli estensori cervicali.

Quali sono, quindi, i risultati di questa ricerca?

In generale si può affermare che compiti e posture influiscono sul carico muscolare del collo.
In particolare questo studio rileva che lo scenario peggiore, in termini di sollecitazione della regione cervicale, è quello in cui si scrive con due mani durante la camminata.

Quali rimedi?

A parte limitare il tempo trascorso usando questo dispositivo, è sufficiente, per chi deve utilizzarlo, magari per lavoro, adottare dei piccoli accorgimenti, utili per ridurre l’incidenza dei dolori.
Fondamentale è tenere spalle e testa all’indietro quando si guarda il cellulare, alzando di più le braccia e avvicinandolo al volto (purché il tempo di utilizzo sia limitato), oppure scrivere con una mano sola, tenendo il dispositivo abbastanza lontano dal volto, con il collo mantenuto in posizione neutra.

È comunque importante fare del movimento ed un po’ di stretching ogni 30 minuti di utilizzo e fissare, nella pausa, dei punti in lontananza, in modo da riposare anche i nostri occhi, stressati dalle ore trascorse a guardare dispositivi posti a poco più di un palmo dal naso.

Salute & Benessere è una rubrica medica a cura del dott. Accursio Miraglia.


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Pubblicato da Accursio Miraglia

Accursio Miraglia, nato a Sciacca il 27-12-68 Nel 1994 Laurea con Lode in Medicina e Chirurgia, Università Cattolica del Sacro Cuore (Roma – Policlinico Gemelli) Nel 1998 Specializzazione con Lode in Medicina Fisica e Riabilitativa (Fisiatria), Università di Tor Vergata (Roma) Dal 1998 al 2006 partecipa a numerosi corsi di aggiornamento organizzati dall’Accademi Italiana di Medicina Manuale Dal 1998 al 1999 Assistente medico, responsabile area riabilitativa Casa di cura "Villa Fulvia", Roma Dal 1999 ad oggi Direttore Sanitario del Centro di Educazione Psicomotoria s.r.l, centro di fisioterapia accreditato presso il SSN Dal 2009 è consulente tecnico d'ufficio presso il Tribunale di Sciacca e gli uffici del Giudice di pace di Sciacca, Menfi e Ribera. Dall’anno accademico 2014-2015, professore a contratto presso la Scuola di Specializzazione in Medicina Fisica e Riabilitativa dell’Università di Roma “Tor Vergata”. Dal 2015 ricopre il ruolo di docente presso il “Corso-Teorico pratico di Medicina Manuale” organizzato dalla SIMFER (Società Italiana di medicina Fisica e Riabilitativa) con la collaborazione Società Italiana di Medicina Vertebrale (MEDVERT) e le Università “la Sapienza” e Tor Vergata” di Roma.