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Salute & Benessere. Sport e musica: un connubio indissolubile che influisce sulla nostra vita

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La musica è parte integrante della nostra vita: influisce sul nostro umore, ci accompagna nei momenti tristi e felici, evoca ricordi, genera emozioni

La musica è utilizzata da chi studia, da chi cerca la concentrazione, da chi ha bisogno di isolarsi per assolvere un compito, persino nelle sale operatorie spesso si utilizza per favorire la concentrazione.

La musica ha effetti positivi anche sull’allenamento e, in generale, sull’attività sportiva, tanto che dalla maratona di New York, dal 2007, è vietato gareggiare con la cuffia nelle orecchie.

Secondo il Dott. Costas Karageorghis (psicologo esperto di sport, salute e allenamento alla Brunel University di Londra) la musica durante la prestazione fisica aiuta grazie a 4 fattori:

  • Ritmo, poiché il nostro corpo si adatta al ritmo musicale, soprattutto al tempo e alla velocità;
  • Musicalità, come combinazione di note e melodia;
  • Impatto culturale, cioè la diffusione di un certo genere musicale nelle diverse zone del mondo;
  • Associazioni extra-musicali, associazioni mentali, ricordi che colleghiamo a certi generi musicali, a certe canzoni.

Ma come influiscono questi fattori sulla prestazione sportiva? Qual è l’effetto sull’uomo? Gli effetti sono molteplici e sono di seguito elencati.

  • Dissociazione: l’ascolto musicale distrae dall’esecuzione dell’esercizio fisico e dalla fatica, aiuta a stimolare effetti emotivi positivi, come euforia e vigore, e contestualmente mitiga rabbia, depressione e tensione.

  • >Regolazione dell’attivazione: se ascoltata prima di un allenamento o di una competizione, la musica può essere usata come stimolante o “sedativo”, nel senso che calma sensazioni ansiogene. Ha quindi un effetto rilassante e riduce la tensione muscolare.
  • Sincronizzazione: i movimenti effettuati in sincro con la musica rendono la prestazione più efficiente e più resistente.
  • Acquisizione di abilità motorie: la musica fornisce un feedback al movimento, che aiuta ad avere maggiore controllo sul movimento stesso.

  • Raggiungimento dello stato di flow: aiuta a raggiungere quello stato ideale di concentrazione e motivazione che porta ad una performance sportiva ideale.

Ma esiste un genere di musica adatto per ogni tipo di allenamento?

Un interessante studio sull’ascolto della musica classica associata al fitness è stato condotto da un neuro scienziato britannico, il Dr. Lewis-Hodgson, che è riuscito a dimostrare come il suo ascolto sia in grado di allineare perfettamente il battito cardiaco ai movimenti eseguiti. Lo stesso ricercatore, negli anni, è riuscito a dimostrare come l’ascolto di alcuni brani possa ridurre lo stress addirittura del 65%.

Uno studio recente condotto in collaborazione dalle Università di Milano e Verona, dall’Università e-Campus e quella di Spalato ha evidenziato la capacità della musica pop di distrarre dalla fatica dell’esercizio che si sta svolgendo invogliando, quindi, a portarlo a termine.

Gli autori dello studio sono riusciti a trarre tali conclusioni dopo aver sottoposto alcuni volontari, che svolgevano esercizi di resistenza a bassa intensità (camminata) o ad alta intensità (esercizio alla leg press), all’ascolto di brani diversamente ritmati. Altri volontari hanno invece svolto l’attività fisica in silenzio.

Chi ha svolto esercizio fisico ascoltando della musica pop ha avvertito meno il senso di fatica pur svolgendo con la stessa intensità l’attività assegnata.

“Ascoltare musica possibilmente caratterizzata da tanti bpm (battiti per minuto) aiuta le persone a cimentarsi nella camminata, un esercizio molto benefico per la salute. Ciò avviene perché con la musica le persone sopportano meglio lo sforzo del cammino prolungato pur mantenendo una frequenza cardiaca (indice d’impegno metabolico) addirittura più alta che in silenzio”, specifica Luca Paolo Ardigò, ricercatore della Scuola di Scienze Motorie dell’Università di Verona e fra gli autori dello studio.

Lo stesso dottor Karageorghis, prima menzionato, ha tentato di stilare una playlist, in collaborazione col colosso della musica Spotify, che potrebbe aiutare ad ottenere migliori risultati durante gli esercizi. Da qui è nata “Ultimate WorkoutPlaylist for 2015”, una playlist che offre la musica (in teoria) perfetta per le performances sportive, atte a ottenere migliori risultati.

Ma attenzione: non esistono requisiti tecnici che rendono un certo genere musicale meglio di un altro, quindi, se non piace, probabilmente non aiuterà.

Ma non sempre la musica è utile: secondo uno studio condotto qualche anno fa presso l’università di Milano Bicocca,quando l’impegno è minimo o massimo, musica o silenzio non fanno differenza. In particolare, in caso di sforzi brevi ma massimali, come per esempio quando si solleva un peso elevato, non si ha alcun benefico dalla musica di sottofondo.

Salute & Benessere è una rubrica medica a cura del dott. Accursio Miraglia.


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Accursio Miraglia

Pubblicato da Accursio Miraglia

Accursio Miraglia, nato a Sciacca il 27-12-68 Nel 1994 Laurea con Lode in Medicina e Chirurgia, Università Cattolica del Sacro Cuore (Roma – Policlinico Gemelli) Nel 1998 Specializzazione con Lode in Medicina Fisica e Riabilitativa (Fisiatria), Università di Tor Vergata (Roma) Dal 1998 al 2006 partecipa a numerosi corsi di aggiornamento organizzati dall’Accademi Italiana di Medicina Manuale Dal 1998 al 1999 Assistente medico, responsabile area riabilitativa Casa di cura "Villa Fulvia", Roma Dal 1999 ad oggi Direttore Sanitario del Centro di Educazione Psicomotoria s.r.l, centro di fisioterapia accreditato presso il SSN Dal 2009 è consulente tecnico d'ufficio presso il Tribunale di Sciacca e gli uffici del Giudice di pace di Sciacca, Menfi e Ribera. Dall’anno accademico 2014-2015, professore a contratto presso la Scuola di Specializzazione in Medicina Fisica e Riabilitativa dell’Università di Roma “Tor Vergata”. Dal 2015 ricopre il ruolo di docente presso il “Corso-Teorico pratico di Medicina Manuale” organizzato dalla SIMFER (Società Italiana di medicina Fisica e Riabilitativa) con la collaborazione Società Italiana di Medicina Vertebrale (MEDVERT) e le Università “la Sapienza” e Tor Vergata” di Roma.