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Salvini dopo le intercettazioni dei magistrati chiama Mattarella: “chiedo garanzie su giusto processo nei miei confronti”

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L’articolo del giornale “la Verità” con la pubblicazione delle intercettazioni di alcuni magistrati sul processo del caso “Gregoretti”, ha turbato non poco Matteo Salvini che ha scritto al presidente della Repubblica chiedendo garanzie sul suo futuro processo a Catania

Il caso è quello relativo all’accusa di sequestro dei migranti a bordo della nave “Gregoretti” a carico dell’ex ministro, divenuto materia “incandescente” dopo l’articolo di ieri de la “Verità” dal titolo “La chat delle toghe su Salvini”, in cui sono resi pubblici alcuni sms tra magistrati che attaccavano duramente l’allora vicepremier e ministro dell’Interno. I fatti narrati hanno sconvolto il leader leghista che si chiede: “Con quale serenità potrà esprimersi la giustizia? Il Capo dello Stato ritiene normali questi toni?”.

Ed è proprio al presidente Mattarella che Salvini si è rivolto chiamandolo personalmente, per avere rassicurazione di imparzialità: “Il Quirinale garantisca che il mio processo a Catania sia giusto e scevro di pregiudizi nei confronti della mia persona”.

L’ex ministro quindi ha scritto una lettera al presidente Mattarella. “L’articolo pubblicato sul quotidiano ‘La Verità’ in data 21 maggio 2020 dal titolo ‘La chat delle toghe su Salvini: Anche se ha ragione lui adesso dobbiamo attaccarlo’ – scrive Salvini nelle missiva – documenta uno scenario gravissimo: diversi magistrati nei loro colloqui privati (intercettati nell’ambito del procedimento a carico del dottor Luca Palamara) concordavano su come attaccare la mia persona per la politica sull’immigrazione che all’epoca, quale ministro dell’Interno, stavo portando avanti”.

“Le intercettazioni pubblicate – continua il leader leghista nella lettera – documentano come l’astio nei miei riguardi travalichi in modo evidente una semplice antipatia. In tal senso è inequivocabile il tenore delle comunicazioni dei magistrati intercettate. Come noto, a ottobre inizierà l’udienza preliminare innanzi al Gup presso il Tribunale di Catania ove sono chiamato a rispondere dell’ipotesi di sequestro di persona per fatti compiuti nell’esercizio delle mie funzioni di ministro dell’Interno, in linea con l’azione di governo tesa al contrasto dell’immigrazione clandestina. Non so se i vari interlocutori facciano parte di correnti della magistratura o se abbiamo rapporti con i magistrati che mi giudicheranno, tuttavia è innegabile che la fiducia nei confronti della magistratura adesso vacilla al cospetto delle notizie sugli intendimenti di alcuni importati magistrati italiani, per quanto emerso e riportato nell’articolo de ‘La Verità'”.

“Quelle frasi captate nell’ambito del procedimento a carico di Palamara – aggiunge ancora Salvini – palesano, invero, una strategia diffusa e largamente condivisa di un’offensiva nei miei riguardi da parte della magistratura. Tutto ciò intacca il principio della separazione dei poteri e desta in me la preoccupazione concreta della mancanza di serenità di giudizio tale da influire sull’esito del procedimento a mio carico”.

Infine conclude: “Mi appello al Suo ruolo istituzionale, quale Presidente della Repubblica e dunque Presidente del Csm, affinché mi venga garantito, come deve essere garantito a tutti i cittadini, il diritto ad un processo giusto, davanti a un giudice terzo e imparziale, nel rispetto dell’articolo 111 della Costituzione”.


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Redazione

Pubblicato da Redazione

Redazione di Fatti&Avvenimenti