Sanremo. Vince Mahmood (con solo 14% del televoto) e il “vizietto” della sinistra di infischiarsene del popolo

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Il Festival di Sanremo ogni anno fa scoppiare polemiche, in fondo, di quello vive, questo spettacolo vecchio e stanco. Però quest’anno il Festival si è intrecciato con la politica, con quella più becera ed arrogante targata “sinistra”

La domanda è banalissima quanto lampante: come ha fatto Mahmood a vincere Sanremo pur avendo preso solo il 14% dei consensi del televoto?

Sì, perchè il cantante di “Soldi” al televoto ha preso solo il 14% dei consensi, Ultimo, in gara con “I tuoi particolari”, ha invece ottenuto ben il 46,5%, il Volo hanno invece conquistato il 39,4% dei voti del pubblico.

E quindi Mahmmod come ha vinto? Con la giuria dell’élite. Il vincitore veniva infatti stabilito attraverso la somma dei voti così ripartiti: il televoto del pubblico valeva il 50% sulla classifica finale, il voto dei giornalisti della sala stampa valeva il 30% e quello della giuria d’onore il 20%.

Evidentemente quindi il voto a favore del cantautore di origini egiziane da parte dell’élite è stato praticamente totale, tanto da farlo vincere con il 38,9% dei voti totali, appena 3 punti in più del giovane cantautore romano Ultimo, arrivato secondo con il 35,6% dei voti totale. Sul gradino più basso del podio Il Volo, con il 25,5% dei voti totali.

Per chi fosse poi proprio curioso, le percentuali di voto dalla Giuria d’onore e dalla giuria della sala stampa sono state precisamente: Mahmooh ha stravinto con il 63,7%, Ultimo ha ottenuto appena il 24,7% e il Volo l’11,6%

Certamente è difficile non dare una valenza politica a questa votazione. Per tanti motivi. Il primo tra tutti le polemiche pre-festival tra Claudio Baglioni ed il leader della Lega e vicepremier Matteo Salvini. Ma non è la sola cosa a “puzzare”.

Infatti, oltre al voto della sala stampa, il cui intendimento politico è noto e basta aprire i giornali per capirlo, basta analizzare la composizione della Giuria d’Onore.

Presidente della Giuria è Mauro Pagani, famoso musicista – come non ricordarlo nella PFM -, ma certamente importante è ricordare come Pagani sia stato uno tra gli artisti che ha firmato l’appello anti-Salvini fatto sulla rivista di “musica” RollingStone, qui il link all’articolo del noto magazine.

Altro onorevolissimo componente della giuria è Ferzan Ozpetek, notissimo regista, non proprio vicino a Salvini ed alle sue politiche migratorie. Almeno a giudicare dal suo Twitter.

Altro componente della giuria: Elena Sofia Ricci, famosissima attrice, che dalle pagine del quotidiano TODAY “sfida” Matteo Salvini dicendo che accoglierebbe i migranti. Ecco il link all’articolo su Today.it Certo, nell’occasione, l’attrice si è tenuta un po’ vaga sul suo parere politico personale, ma a buon intenditor…

Altri componenti della giuria sono: Beppe Severgnini, Serena Dandini e Camila Raznovic. Nemmeno serve commentare, per tutti e tre le posizioni politiche sono sempre state chiare, sempre a sinistra.

Un po’ fuori dal sinistro cerchio magico sono gli ultimi due componenti: Claudia Pandolfi e Joe Bastianich.

Insomma, nella giura d’onore di Sanremo 6 su 8 giurati – presidente compreso – erano o di sinistra o comunque contro le politiche migratorie di Matteo Salvini. Che sia una coincidenza fortuita? Andreotti diceva: “a pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca”, e certo, come farsi sfuggire la ghiotta possibilità di far vincere un figlio di immigrato nordafricano con un nome d’arte arabo? Il perfetto simbolo contro questo governo formato da “fascisti e coglioni” – che però al popolo piace tanto – , come dice Gino Strada di Emergency.

E mentre pare di rivivere le parole di Bertolt Brecht che nella Germania Est scriveva: “Il Comitato centrale ha deciso: poiché il popolo non è d’accordo, bisogna nominare un nuovo popolo”, a farne “le spese” è stato probabilmente il cantautore Ultimo, beffato dalla giuria d’elite mentre il voto popolare lo aveva decretato vincitore assoluto. Ma lui sicuramente si rifarà con i pienoni ai suoi concerti.


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Informazioni su Sean Gulino

Giornalista Direttore responsabile di Fatti&Avvenimenti. Nato a Partinico (PA), ma saccense. Ha sempre vissuto a Sciacca, dove fin da giovanissimo si è appassionato alla politica locale. Scrive da quando aveva 17 anni, scrive di tutto perché "così è giusto che sia". Ha scritto principalmente per il giornale ControVoce di Sciacca e per il Fatti&Avvenimenti, ma suoi articoli sono apparsi anche sui quotidiani La Valle dei Templi.net, LinkSicilia (MeridioNews), La Voce di New York e tanti altri giornali agrigentini, regionali, nazionali ed internazionali. Da Gennaio 2017 è corrispondente italiano per la rivista francese Lumieres Internationales Magazine. Scrittore a tempo perso. E' anche uno studente di Giurisprudenza. Coltiva da anni la passione della musica e del canto ed ha una sua band. Non chiedetegli cosa voglia fare da grande, perché non lo sa.

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