Sbarchi fantasma dalla Tunisia e contrabbando: arrestato latitante tunisino, tra gli sbarcati anche possibili terroristi

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L’uomo è stato rintracciato in Francia ed arrestato in esecuzione del Mandato di Arresto Europeo emesso dal GIP del Tribunale di Palermo, aiutava anche i jihadisti a sbarcare in italia

La Polizia francese ha dato esecuzione negli scorsi giorni, al Mandato di Arresto Europeo emesso dal GIP del Tribunale di Palermo nei confronti di Ben Ammar Fathi, classe ’68, trafficante di uomini di origini tunisine. Il tunisino si era sottratto alla cattura nel corso dell’operazione “Scorpion Fish”, condotta da parte dei Finanzieri del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Palermo sotto il coordinamento dalla Procura della Repubblica di Palermo – Direzione Distrettuale Antimafia. Dal giugno 2017 si nascondeva in Francia e precisamente a Tolone.

La richiesta di misure cautelari emessa è basata sulle risultanze delle attività d’indagine condotte dalle Fiamme Gialle del G.I.C.O. tra il gennaio ed il giugno del 2017.

In tale periodo, infatti, è stato accertato che l’uomo era membro di un’organizzazione criminale transnazionale che operava ciclici trasporti in mare di migranti clandestini, curandone la partenza da porti tunisini e l’illecito approdo sulle coste trapanesi. Tra i passeggeri di alcuni viaggi – si apprende oggi dalla Guardia di Finanza – vi erano anche dei soggetti decisi a compiere atti di terrorismo di matrice islamica.

Il coordinamento tra le diverse componenti della Guardia di Finanza, quella investigativa a terra e quella aeronavale in mare, hanno però consentito di intercettare tali trasporti e di espellere dal territorio nazionale dei clandestini irregolari, avviando parallelamente un’attività di cooperazione con le Autorità tunisine per l’identificazione di tali persone.

Le successive indagini, svolte sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Palermo, hanno portato a galla concreti elementi circa l’esistenza di un vero e proprio sistema illecito “transnazionale”, stabilmente operante tra la Tunisia e l’Italia, in cui ogni sodale rivestiva un ruolo ben preciso occupandosi, a seconda dei casi, del reperimento delle “prenotazioni” dei clandestini e della raccolta del prezzo del viaggio, della movimentazione e della custodia del contante, del reperimento e dell’approntamento dei natanti utilizzati nonché della loro conduzione nelle traversate e, infine, del primo collocamento dei clandestini e delle sigarette contrabbandate sulle coste siciliane, in luoghi nella disponibilità dell’organizzazione.

L’operazione “Scorpion Fish” si è conclusa nei primi mesi dell’estate dell’anno scorso, quando i finanzieri hanno arrestato 17 soggetti di nazionalità tunisina ed italiana, tutti appartenenti all’associazione per delinquere di stampo transnazionale dedita al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, al contrabbando di tabacchi lavorati esteri ed al riciclaggio dei proventi delle attività illecite.


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Redazione di Fatti&Avvenimenti