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Sciacca, amministrative: rischio “sagra politico riciclato” parte 1

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Ormai manca poco meno di un anno alle prossime elezioni amministrative saccensi e i partecipanti al concorso “un posto al sole”, incominciano a scaldare i motori.

Speciale-comunali

Come in una corsa automobilistica, i team in competizione incominciano a preparare la macchina, aggiungono e tolgono pezzi e sopratutto danno colpi di acceleratore, con il preciso intento di fare sentire il rombo del proprio motore all’avversario per intimidirlo.

Così da un paio di settimane, gente, che qualche mese dopo le elezione di 4 anni fa era entrata in letargo, si risveglia, alza la voce e grida: “sono qua, sono qua”. Qualcuno ode il fragore delle urla, si gira sbigottito ed esclama: “ ma questo è ancora vivo?”.

Il preambolo può apparire un tantino dissacrante, ma nessuno può contestare che il quadro sia “aderente” alla realtà. Da queste prime battute, incominciano ad uscire fuori i primi contendenti, non solo alla poltrona di sindaco, ma a vario titolo.

Premesso che tutti dal punto di visto individuale sono persone per bene e rispettabilissime, quello che andiamo a valutare, è esclusivamente l’aspetto politico.

Ad aprire ufficialmente le “danze”, è stato Michele Ferrara con una conferenza stampa, nella quale ha comunicato la sua uscita e del suo gruppo del MPA e la contestuale creazione di una lista civica, ma non ha precisato se correrà per la poltrona di sindaco, quindi di fatto, ha “prenotato a prescindere” la sua poltrona di assessore.

A Ferrara, va riconosciuto il merito di avere detto con chiarezza cosa vuole fare. Altri invece al momento, dopo appunto essere stati in letargo, hanno fatto capolino sulla scena politica, affidandosi a comunicati stampa più o meno fantasiosi, nei quali hanno trattato argomenti “interessanti e nuovi” come il traffico, la potatura degli alberi, le immancabili buche delle strade cittadine e proposte su nuovi e mirabolanti progetti che hanno il sapore della frase “vi stupiremo con effetti speciali”. Ma tant’è, l’importante è dire “io esisto ancora”.

È di ieri l’uscita del consigliere di SEL/SI (?) Paolo Mandracchia, da inquadrare in quest’ottica elettorale. Pare infatti che stia preparando una lista in cui, lui personalmente o Fabio Leonte, sia il candidato a sindaco, praticamente una riedizione della lista della passata tornata elettorale. Nell’intervento, Mandracchia, ha accusato i grillini di essere stati assenti per quatto anni e di essersi (anche loro) svegliati solo adesso, puntualizzando che le motivazioni di questa scelta non possono che essere due, o l’inconsistenza politica o l’amicizia con l’attuale amministrazione.

L’attacco al movimento di Beppe Grillo non appare casuale, infatti come molti ricorderanno, il M5S alle passate amministrative prese un centinaio di voti in più di Sel come sindaco ma qualcosa in meno come lista, ai 5S non scattò nulla, mentre a SEL scattò un consigliere, che fu proprio Paolo Mandracchia e uno perso per una manciata di voti. Evidentemente il consigliere comunale, ha individuato nel bacino elettorale dei grillini, il pozzo da cui attingere per i voti, ma Mandracchia, forse non considera che le forze elettorali dei due partiti, da allora, sono cambiate e di molto e lo scontro, al momento per SEL/SI appare impari.

Va comunque riconosciuto a Mandracchia, che le sue accuse ai pentastellati, non sono infondate, ma come al solito, i politici hanno l’abitudine di guardare la bisaccia altrui, non vedendo la propria, posta alle loro spalle. Anche lui infatti, in questi quattro anni, a parte gli interventi a favore del settore agricolo, che difende perché direttamente legato alla sua professione ( e al suo personale bacino elettorale), non è che sia strappato le vesti: anche lui dunque amico di questa amministrazione? Sembrano lontani i tempi in cui SEL, senza consiglieri comunali, attaccava giornalmente la giunta in carica, su qualsiasi argomento, ma forse allora in SEL c’erano altre idee e soprattutto altri uomini.

Il quadro che viene fuori da questo anticipo di tornata amministrativa quindi, non è molto edificante: non si vedono infatti all’orizzonte “Novità”.Quelli che circolano nel substrato politico, sono nomi di persone che hanno già dato e spesso poco o niente a questa cittadina.

In ogni caso, più si avvicinano le elezioni, e più si fanno avanti oltre ai nomi già sopra citati e agli uscenti che si ripresenteranno, i vari personaggi in cerca di uno “strapuntino”. Solo per fare qualche esempio, citiamo i vari: Mario Lazzano, Stefano Scaduto, associazioni varie e similari, … si vocifera persino di un ritorno, udite, udite, della “Lista Messina”, con dentro il meglio del suo gruppo storico (almeno quelli che parlano ancora con Messina), praticamente una specie di “Greatest hits”.

Una situazione dunque stantia, che pare avere contagiato anche il M5S. I grillini, che hanno fatto delle persone “incontaminate” dalla politica il loro cavallo di battaglia, pare che a Sciacca faranno una deroga (a Grillo piacerà? ), si affideranno infatti, ad un nome che in passato ha già calcato con incarichi e candidature le scene politiche locali.

Ecco, queste sono le premesse – al momento – che attendono i nostri concittadini per il loro futuro. Nulla di nuovo, tutta gente già vista e rivista, praticamente la “sagra del politico riciclato” . Quindi, non resta che sperare nell’arrivo di un nuovo “Messia” (attenzione Messia non Messina) o augurarci che i vecchi siano rose, almeno “ se sono rose fioriranno” e pregare che invece… non siano “Caki”!!

P.S. – Questo editoriale l’abbiamo sottotitolato “Parte 1”, quindi… to be continued


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