Sciacca. Arriva una prima parte dei pagamenti dei lavoratori della mensa ospedaliera


“L’ abbiamo chiesto per mesi, anche con scioperi e sit-in, adesso finalmente si è sbloccata una prima parte di quanto vantato dai Lavoratori della Mensa Ospedale Sciacca (spettanze del periodo quando gli stessi erano alle dipendenze delle ditte “Magapè” e “La Cucina”, aderenti al “Consorzio A tavola” ).” A comunicarlo è oggi il Segretario della FILCAMS CGIL Franco Castronovo.

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“Desideriamo ringraziare pubblicamente la Prefettura di Agrigento e, segnatamente, la Dott. Elisa Vaccaro che ha seguito la vicenda, e l’ASP di Agrigento che hanno, finalmente, dato corso a quanto da noi sostenuto. Adesso dobbiamo adoperarci per recuperare le somme ancora “incagliate” con la Ditta MAGAPE’ di Zollino (Lecce).”

“Questa vicenda dimostra ancora una volta due cose – conclude il Segretario della FILCAMS CGIL Castronovo – che la lotta paga ed ancora che in questo mondo degli appalti e delle esternalizzazioni va rivista, ripristinando la responsabilità solidale che costituiscono una delle battaglie che la CGIL ha sostenuto anche con la raccolta delle firme e con i referendum che si terranno nel 2017.”


Pubblicato da Sean Gulino

Giornalista Direttore responsabile di Fatti&Avvenimenti. Nato a Partinico (PA), ma saccense. Ha sempre vissuto a Sciacca, dove fin da giovanissimo si è appassionato alla politica locale. Scrive da quando aveva 17 anni, scrive di tutto perché "così è giusto che sia". Ha scritto principalmente per il giornale ControVoce di Sciacca e per il Fatti&Avvenimenti, ma suoi articoli sono apparsi anche sui quotidiani La Valle dei Templi.net, LinkSicilia (MeridioNews), La Voce di New York e tanti altri giornali agrigentini, regionali, nazionali ed internazionali. Da Gennaio 2017 è corrispondente italiano per la rivista francese Lumieres Internationales Magazine. Scrittore a tempo perso. E' anche uno studente di Giurisprudenza. Coltiva da anni la passione della musica e del canto ed ha una sua band. Non chiedetegli cosa voglia fare da grande, perché non lo sa.