Sciacca. Da oggi Covid-Hospital al Giovanni Paolo II: prova di debolezza di una città calpestata

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Malgrado i tanti appelli, le tante lamentele e proteste della politica locale, da stamattina è aperta l’area Triage dell’Ospedale “Giovanni Paolo II” di Sciacca per i pazienti Covid

Da oggi, lunedì 6 aprile è aperta l’Area Triage dell’Ospedale di Sciacca, pronta ad accogliere i pazienti sospetti covid-19 e in attesa di tampone.

L’Area Triage è così composta: due stanze in isolamento di cui una dedicata a pazienti pediatrici o soggetti con grave rischio positività e in attesa di accertamento, una stanza con due postazioni distanziate tra loro, tre box isolamento a pressione negativa, di cui una per pazienti cardiologici e due per sospetti positivi in attesa tampone.

Inutile dire che giubilo è stato espresso nei giorni scorsi da Alberto Firenze, nuovo commissario ad acta dei Presidi Ospedalieri di Sciacca e Ribera. Molto meno giubilo, anzi, vere parole di protesta si sono invece levate dal Sindaco di Sciacca Francesca Valenti e dalla politica locale, da Italia Viva di Cusumano fino al Centro-Destra capeggiata dai nomi di punta dell’ex giunta Di Paola.

Tutte parole di protesta belle, ma che non sono servite a niente.

Potremmo in questo articolo spendere tante altre belle parole per sollevare dubbi e legittime preoccupazioni circa il fatto che aprire reparti covid in un ospedale con reparti non covid è non solo rischioso, ma anche deleterio per l’immagine pubblica dello stesso ospedale dato che fino a pochi giorni fa ci si lamentava che anche i malati cronici che dovrebbero frequentare spesso le strutture ospedaliere stanno disertando persino le visite di ruotine per la paura del covid, rischiando quindi di aggravare le proprie già compromesse condizioni di salute.

Potremmo dirlo. Ma a cosa servirebbe? A nulla. Asp e Regione non hanno ascoltato la politica locale, figuararsi se ascoltano i giornali. E poi diciamolo, sarebbe facile sparare a zero sulla stessa politica saccense, dire che la classe dirigente di questa città è composta da incapaci a vario titolo che non sono capaci di proteggere il proprio territorio e badate bene prima di fare gli spiritosi, voi che leggete, chi ha mandato note di protesta contro l’Asp sulla decisione del Covid-Hospital ha lasciato intendere apertamente che era una protesta in difesa del territorio, quindi che lo abbiano poi aperto significa solo che la vostra difesa non ha funzionato.

E come detto, sarebbe facilissimo attaccare a testa bassa la politica locale.

Ma la verità è che fare questo deresponsabilizzerebbe il principale artefice della lenta ed inesorabile distruzione di Sciacca. Ovvero il suo popolo. Un popolo che non protesta né se gli tolgono le terme e nemmeno se fanno un uso “dissennato” – e questa è una citazione – dell’Ospedale.

Un popolo buono solo a lamentarsi per il carnevale. Un popolo che a differenza di altre città dell’interland non ha neppure un briciolo di campanilismo e che spesso e volentieri premia classe politica legata a territori diversi. Ma quanto sono bravi i licatesi, gli agrigentini, i palermitani e chi più ne ha, più ne metta, a venirsi a raccogliere voti e figliocci politici a Sciacca?

Sono proprio bravi… vero? E ora fatevela fare da loro la battaglia per l’Ospedale, loro sono stati eletti.

Certo, abbiamo anche due On. all’Ars saccensi… Uno bravissimo a raccogliere voti, stupendo tutti, va riconosciuto. L’altro che porta pesci raccogli rifiuti, croccantini per cani e si frega gli assessori di Cusumano… l’ultima fatto non è rilevante, ma mi faceva ridere ricordarlo.

Quindi, Popolo di Sciacca, stai sereno: l’Asp e la Regione dicono che l’ospedale è sicurissimo con i percorsi separarti per Covid e non Covid, tu continua pure a far pubblicare sui giornali locali le foto dei neo dottori agghindati a festa in cucina, vedrai che andrà tutto bene. Si spera.


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Informazioni su Sean Gulino

Giornalista Direttore responsabile di Fatti&Avvenimenti. Nato a Partinico (PA), ma saccense. Ha sempre vissuto a Sciacca, dove fin da giovanissimo si è appassionato alla politica locale. Scrive da quando aveva 17 anni, scrive di tutto perché "così è giusto che sia". Ha scritto principalmente per il giornale ControVoce di Sciacca e per il Fatti&Avvenimenti, ma suoi articoli sono apparsi anche sui quotidiani La Valle dei Templi.net, LinkSicilia (MeridioNews), La Voce di New York e tanti altri giornali agrigentini, regionali, nazionali ed internazionali. Da Gennaio 2017 è corrispondente italiano per la rivista francese Lumieres Internationales Magazine. Scrittore a tempo perso. E' anche uno studente di Giurisprudenza. Coltiva da anni la passione della musica e del canto ed ha una sua band. Non chiedetegli cosa voglia fare da grande, perché non lo sa.

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