Sciacca e elezioni. Valenti gioca d’anticipo con “Marcia per le Terme”: chi arriva primo vince?


Nel 2022 scade il mandato e con lo squadrone assessoriale che si ritrova, il sindaco Valenti ha già chiarito che ricandidarsi è un’opzione validissima: dopo anni di immobilismo, chiacchiere e melina scatta la marcia per le Terme, da Sciacca a Palermo: chi avrà il fiato di aderire?

Uno, una marcia su qualcosa, se l’aspetta da un Mussolini, un Lenin, un ispiratore (o manipolatore) del Popolo insomma, ma in questo 2021 di Covid è arrivata la Valenti, il sindaco di Sciacca, ad indire una Marcia su Palermo, per le Terme, per protestare contro la Regione rea di averci “tradito”. 

Quale ardore, quale passione! La Regione di Rosario Crocetta del PD ha chiuso le Terme, in passato è già fallito un referendum ed uno sciopero generale a sostegno delle Terme, l’unica cosa concreta che si è vista in questa terra per le terme sono stati: i rimbalzi di responsabilità, la lentezza della burocrazia (anche comunale), la melina politica e poi, così, d’incanto, nel 2021, i saccensi dovrebbero marciare a piedi fino a Palermo?

Ma perché tutto questo mi sa, come usava dire Camilleri, di teatro? Chissà perché mi sembra proprio l’applicazione più materiale di una delle massime dei Trentasei Stratagemmi di Sun Tzu: “Prendi a prestito un cadavere per risuscitare lo spirito“.  Ah sì, forse perché si avvicinano le elezioni amministrative e perchè già a fine 2020 nella conferenza di fine anno il sindaco Francesca Valenti ha dichiarato: “Non escludo una ricandidatura. Lo dico spesso ai miei assessori: così come siamo, una bella squadra, ci ripresentiamo alle elezioni”. E c’ha ragione, con uno squadrone così… basta guardare Sciacca per rendersene conto.

Che poi, è nota la premiata ditta Sindaco Valenti – On. Catanzaro… tempo fa si vociferava di una candidatura più “alta” rispetto a quella di sindaco per la Valenti, magari ad onorevole, e certo una marcia per le Terme fuori città, così da espandere e far conoscere a tanti siciliani il nome del combattivo e attivissimo sindaco di Sciacca sarebbe sicuramente utile, eventualmente, allo scopo. Del resto i compagni con la penna in mano non mancano mai.

Ma che dico, suvvia, sono assolutamente mie illogiche supposizioni, e peraltro faziose, perché mi sono fatto la foto con Salvini (anche con D’Alema, Civati, Di Battista, Di Maio, Morra e chi più ne ha più ne metta), quindi assolutamente faziose.

Che vado a pensare insomma, il sindaco Valenti ha pienamente ragione: non si può più aspettare e lei fa bene a non aspettare oltre! Poi fa niente che la Marcia su Palermo arrivi quando ormai non c’è più nulla da salvare, essendo ormai le Terme chiuse da anni e ridotte a meno dei minimi termini (compreso il parco affidato al Comune del Sindaco Valenti). Non si può aspettare, c’è l’Inail pronta a stupirci con “effetti speciali”e investimenti mirabolanti  che se non si fanno adesso si perdono di sicuro e per sempre e non possiamo aspettare oltre, anche perchè, nel 2022, ci sono le elezioni.

PS

Ma anche la giunta farà la Marcia? Ma sarà una marcia vera o durerà 500 metri tanto per fare le riprese? E chi arriva primo? Un premio? Una bibita per integrare i sali minerali? Povera Sciacca.


Pubblicato da Sean Gulino

Giornalista Direttore responsabile di Fatti&Avvenimenti. Nato a Partinico (PA), ma saccense. Ha sempre vissuto a Sciacca, dove fin da giovanissimo si è appassionato alla politica locale. Scrive da quando aveva 17 anni, scrive di tutto perché "così è giusto che sia". Ha scritto principalmente per il giornale ControVoce di Sciacca e per il Fatti&Avvenimenti, ma suoi articoli sono apparsi anche sui quotidiani La Valle dei Templi.net, LinkSicilia (MeridioNews), La Voce di New York e tanti altri giornali agrigentini, regionali, nazionali ed internazionali. Da Gennaio 2017 è corrispondente italiano per la rivista francese Lumieres Internationales Magazine. Scrittore a tempo perso. E' anche uno studente di Giurisprudenza. Coltiva da anni la passione della musica e del canto ed ha una sua band. Non chiedetegli cosa voglia fare da grande, perché non lo sa.