Sciacca. “Fiocchi di Carnevale”: ultime umiliazioni ai saccensi dalla peggiore amministrazione di sempre


In questi giorni ha tenuto banco la discussione sul micro evento dal macro costo “Fiocchi di Carnevale” voluto dall’Amministrazione Valenti per “chiudere in bellezza” una delle più tristi edizioni del Carnevale di Sciacca, ma per quanto sdegno e indignazione abbia potuto suscitare, non è certamente questo il problema di questa amministrazione

“Finché la stampa vede sesso e droga dietro la mano sinistra puoi piazzare sei portaerei dietro la destra e nessuno nota un cazzo.”

Questa frase la dice l’agente CIA Gust Avrakotos nel celebre film con Tom Hanks ” La guerra di Charlie Wilson”. A Sciacca – nel suo piccolo – da qualche anno succede la stessa cosa. Certamente, a Sciacca non c’è sesso (purtroppo per gli interessati), né droga, tantomeno portaerei, ma il principio è il medesimo: in mezzo a “scandalucci politici” che suscitano a vario titolo l’indignazione della popolazione e l’interesse della stampa, alla fine, al flagello politico e amministrativo denominato per comodità “giunta Valenti” sono state abbuonate parecchie cose gravi, anche oggi.

Sta tenendo banco infatti l’indignazione e le polemiche suscitate dal micro evento a porte chiuse “Fiocchi di Carnevale” che ha avuto inizio ieri sera all’hotel Alicudi di Sciaccamare e terminerà questa sera. Una scelta come al solito ponderata e lungimirante quella dell’Ass.re Sino Caracappa che organizza un evento del genere mentre il Governo nazionale corre ai ripari aspettandosi fino a 100mila nuovi contagi entro capodanno. Due giorni oltretutto costati nel complesso 11mila euro, quindi evidentemente una partnership più vantaggiosa con la famiglia Mangia, proprietaria di Sciaccamare, non era possibile. Del resto siamo a giugno e stiamo parlando di una festicciola privata, mica di un evento connesso alla manifestazione simbolo della città che presta parte del nome al complesso alberghiero, non si potevano proprio trovare soluzioni migliori.

E vabbè, “questo, con gli altri” si sarebbe detto una volta. Del resto la  KAPPAELLE COMUNICAZIONI, ditta palermitana che gestisce il sito turistico della nostra città – decisamente ben pagato – ha recentemente proposto al comune di realizzare 15.000 mappe di Sciacca per 3.416 euro, ricevendo prontamente l’ok dal Comune. Tutto legale, tutto bello, ma siamo sicuri che le varie ditte locali che potevano realizzare le stesse mappe abbiano appreso tale notizia col sorriso sul volto, soprattutto considerate tutte le volte che proprio le ditte locali hanno regalato materiale al comune per spirito di comunità. Ma che volete? A Palermo le cose le fanno “più meglio”, smettetela di essere provinciali. Sempre a lamentarvi state?

Del resto, alla fine, come si diceva ad inizio articolo, per la giunta Valenti passa tutto in cavalleria. La Società Consortile tanto voluta dal Sindaco e Presidente Ati è un buco nell’acqua? E vabbé. La promozione turistica a lungo termine della città è inesistente a prescindere dal problema covid? E vabbé. Beirut sotto i bombardamenti appariva migliore della Sciacca odierna? E vabbè. La questione Terme è rimasta roba da passerella politica? E vabbé. Insomma, la città appare abbandonata a sé stessa, ma a parte poche chiacchiere e lamentele sui social, la comunità pare essersi abituata a questo stato di cose. Buon per lei, male per la città.

 


Pubblicato da Sean Gulino

Giornalista Direttore responsabile di Fatti&Avvenimenti. Nato a Partinico (PA), ma saccense. Ha sempre vissuto a Sciacca, dove fin da giovanissimo si è appassionato alla politica locale. Scrive da quando aveva 17 anni, scrive di tutto perché "così è giusto che sia". Ha scritto principalmente per il giornale ControVoce di Sciacca e per il Fatti&Avvenimenti, ma suoi articoli sono apparsi anche sui quotidiani La Valle dei Templi.net, LinkSicilia (MeridioNews), La Voce di New York e tanti altri giornali agrigentini, regionali, nazionali ed internazionali. Da Gennaio 2017 è corrispondente italiano per la rivista francese Lumieres Internationales Magazine. Scrittore a tempo perso. E' anche uno studente di Giurisprudenza. Coltiva da anni la passione della musica e del canto ed ha una sua band. Non chiedetegli cosa voglia fare da grande, perché non lo sa.

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