Sciacca. In 10 presentano sfiducia al Sindaco: altri 5 avranno pietà di questa città?


La seconda mozione di sfiducia al Sindaco Valenti è stata presentata ieri sera, tra i firmatari anche Paolo Mandracchia, ma adesso bisognerà sperare che grillini e cusumaniani abbiano pietà di questa martoriata città e mandino a casa la giunta

Servirebbe solo un atto di pietà verso la città, verso le condizioni a cui è ridotta. La seconda mozione di sfiducia al sindaco Francesca Valenti è stata presentata ieri sera. L’hanno firmata in 10: Calogero Bono, Giuseppe Milioti, Pasquale Bentivegna, Salvatore Monte, Gaetano Cognata, Silvio Caracappa, Carmela Santangelo, Cinzia Deliberto, Paolo Mandracchia e Lorenzo Maglienti. Per far passare la sfiducia – decadenza permettendo – servono 15 voti. I conti sono presto fatti: considerato la probabile adesione di Fabio Termine, servono grillini e almeno 2 cusumaniani, totalmente improbabili aiuti “esterni”.

A questi 4 o 5 consiglieri – considerato anche Ambrogio, che non serviva nemmeno parlasse per dimostrare la propria tempra politica – viene consegnata una responsabilità: il vanto di aver posto fine all’amministrazione più invisa ai saccensi da quando si vota per eleggere il sindaco, oppure, il peso di aver tenuto in piedi un’amministrazione non solo fortemente e platealmente criticata dalla popolazione, ma anche di averla tenuta in piedi a governare da sola, senza neppure il controllo del consiglio comunale. 

Nel secondo caso bisognerà poi chiedersi quali motivazioni politiche possano avere portato ad una tale scelta; bisognerà giustificare questa scelta masochista in un caso o fin troppo “furba” nell’altro. Perché tenere in piedi l’amministrazione andando a casa da consigliere eletto significa solo essere schierati con il Sindaco – per motivazioni tutte da spiegare -, non ci sono futili argomentazioni da “bene comune” o altre ridicole scuse che tengano.

Di seguito il comunicato stampa dei consiglieri firmatari:

“Quanto accaduto nel corso dell’ultima seduta del consiglio comunale ha rappresentato per noi tutti una scelta importante. La decisione, politica e tecnica, di bocciare ed astenerci dal voto del rendiconto è stata, ovviamente, figlia di una attenta riflessione; ciascuno di noi conosce bene le regole del gioco.

Consapevoli però che questi anni di impegno e passione si sono scontrati con un’Amministrazione sorda, assente, incapace di tessere rapporti di collaborazione e confronto utili alla crescita, allo sviluppo della nostra comunità, in un’ottica di ripresa a sostegno delle nuove generazioni e di tutti coloro che continuano a credere nelle innovazioni e nelle potenzialità della nostra città, abbiamo assunto, consapevoli della scelta, una decisione importante: l’addio a strategie del passato.

Abbiamo nella serata di ieri protocollato, con nota PEC, all’indirizzo della Presidenza del Consiglio Comunale e, per conoscenza, all’indirizzo della Segreteria Generale, la Mozione di Sfiducia al Sindaco di Sciacca. Il documento, controfirmato da 10 consiglieri rappresenta la nostra chiara volontà di terminare la consiliatura prima della naturale scadenza prevista per Giugno 2022.

Qualsivoglia ulteriore considerazione sarà oggetto della discussione, appunto sulla mozione, che si terrà in Aula Consiliare. Questa volta, seppur inconsci dell’esito finale, non permetteremo alcuno strafalcione e tratteremo, come democrazia comanda, l’importante atto.

Siamo assolutamente coscienti di tutte le dinamiche che stanno caratterizzando questo preciso periodo politico ma, ciascuno di Noi, ha a cuore le sorti di questa città, con vedute diverse, con progettualità diverse ma con un unico obiettivo: la vera rinascita della nostra città con il chiaro intendimento di liberare la città da un primo cittadino inadeguato.

Il percorso, impervio, di questi tre anni e mezzo ci ha, senza ombra di dubbio, segnati ma restiamo figli di questa città e teniamo al suo futuro. Anche noi, in qualità di consiglieri comunali, abbiamo avuto i nostri momenti di perplessità, di difficoltà, di tensione dentro le nostre rispettive opposizioni o, anche, tra le diverse opposizioni. Resta in cuor nostro la volontà di voltare pagina, di guardare avanti per il bene di Sciacca.

Rimettiamo all’aula consiliare Falcone – Borsellino la definitiva scelta legata all’esito della suddetta Mozione. La democrazia vincerà e darà corso alla storia”.

QUI  LA MOZIONE DI SFIDUCIA

 

 


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