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Sciacca. Riqualificazione ex cantina Enocarboj: il solito “ostruzionismo” dei soliti noti… che blocca la città

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Ieri sera rinviato ancora una volta, dal consiglio comunale di Sciacca, la trattazione dell’approvazione del progetto di riqualificazione dell’area dell’ex cantina Enocarboj

Si tratta della vasta area dell’ex cantina Enocarboj ubicata in una zona che da periferia oggi è divenuta quasi centrale e comunque di ampia fruizione. La zona al momento è abbondata e trovandosi all’ingresso della città, non è proprio un bel “Benvenuto” per chi arriva nella città (ex) termale e (ex) turistica.

Riqualificarla quindi magari con le migliorie che il progetto prevede, ossia la costruzione di una rotonda e soprattutto l’istituzione di una stazione dei Bus che toglierebbe traffico al centro, sarebbe un boccata d’ossigeno non di poco conto. Non meno importante l’aspetto dei posti di lavoro che la struttura creerebbe.

Ma come sempre, interessi – che a nostro avviso appaiono di parte – uniti ad una sorta di ostruzionismo, continuano a bloccare il progetto. E così nella seduta del consiglio comunale di ieri sera, riunitosi in videoconferenza, il punto che era all’ordine del giorno è stato rinviato per l’ennesima volta. Nello specifico all’inizio della seduta i consiglieri comunali, Alessandro Curreri e Fabio Termine, hanno posto una questione pregiudiziale alla trattazione del punto ed hanno chiesto chiarimenti su aspetti tecnici che vanno approfonditi. Il consiglio comunale ha recepito la richiesta ed ha optato per il rinvio della trattazione.

A porre problemi e perplessità oltre ai due consiglieri c’è l’associazione Spazio Centro – commercialmente diretta concorrente della nuova struttura, che potenzialmente appare come un centro commerciale – che ha inviato una lunga nota con 4 punti al sindaco Francesca Valenti, nella quale si evince la volontà di cercare il “pelo” nell’uovo, cosa abbastanza facile in un progetto così complesso.

A ciò si aggiunge l’azione sonnolenta degli uffici comunali e dell’amministrazione Valenti che in possesso da tre anni del progetto, nulla hanno fatto per rendere l’iter appena normale, non inviando nemmeno la relativa documentazione ai consiglieri comunali per la valutazione.

Morale della favola: siamo tutti bravi a parlare di turismo e sviluppo, ma solo quando il sedere è degli altri.


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Redazione

Pubblicato da Redazione

Redazione di Fatti&Avvenimenti