Sciacca. Sfiducia “monca” al Sindaco: Firmano in 10, Curreri fuori per lavoro (?), Bentivegna la voterà in aula (?)

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Depositata in tarda mattinata la mozione di sfiducia al sindaco di Sciacca Francesca Valenti, ma tra le file dell’opposizione è già polemica prima ancora di arrivare al voto in aula

La fumata nera (per il sindaco) c’è stata ma nel mezzo dalla “canna fumaria” il fumo non è stato di un colore univoco ma sporcato dalle sfumature a tinte varie. Il consigliere del M5S Alessandro Curreri, ufficialmente era fuori per ragioni di lavoro, ma pare che non abbia voluto rilasciare nessuna dichiarazione e quest’aspetto ha innescato dubbi sulle reali intenzioni del grillino. La capogruppo pentastellata Teresa Bilello tenta di gettare acqua sul fuoco ed ha dichiarato che il M5S voterà compatto, ma non è sembrata molto convinta delle sue affermazioni. Solo un’impressione? Può darsi.

Capitolo a parte quello del consigliere comunale Pasquale Bentivegna, che non ha firmato la mozione, ribadendo lo stesso concetto già esternato a giustificazione della sua assenza nella riunione preparatoria dell’opposizione. Bentivegna, ha assicurato che la voterà in aula, ma solo dopo che gli altri 14 consiglieri, ossia i numeri necessari per farla passare la voteranno.

Una mozione di sfiducia dunque che parte “monca” o quanto meno “non convinta”, il dubbio di un Curreri che il giorno della votazione abbia un “impellente” motivo per giustificare la sua assenza, è un ombra sinistra che cala sul documento e la dichiarazione di Bentivegna non dirada le nubi sul suo comportamento in aula.

A tutto ciò si aggiunga che per approvare la sfiducia sono indispensabili i voti dei tre consiglieri cusumaniani, che mai hanno detto che la voteranno.

Ed è qui che si gioca la partita, le solite “voci di corridoio” fanno sapere che Nuccio Cusumano avrebbe chiesto in cambio del voto dei suoi, una rassicurazione sulla futura collocazione della sua lista nella nuova coalizione per la campagna elettorale che si aprirebbe in caso di sfiducia per l’elezione del nuovo sindaco. Cusumano dunque vorrebbe garanzie sulla sua lista di sicura integrazione nella nuova coalizione di centro destra.

Una richiesta che pare non piace a molti consiglieri dell’attuale opposizione e dunque al momento, a meno di repentini accordi, in politica sempre possibili, Italia Viva, non voterà la sfiducia, con il Bentivegna che si comporterà di conseguenza e Currreri ininfluente.

Questo lo scenario politico attuale, ma di tempo per stravolgere tutto ce n’è a sufficienza, la mozione di sfiducia infatti, deve essere discussa in aula entro 30 giorni dalla data di presentazione e siamo sicuri che il presidente del Consiglio, Pasquale Montalbano del PD, utilizzerà tutto il tempo a sua disposizione, magari per consentire ai suoi di ricucire con un “dono” di un paio di assessorati i rapporti con Cusumano, o magari il centro destra cambierà idea sull’accordo.

Vedremo cosa succederà, intanto per la prima volta un dubbio incrinerà il volto “cristallizzato” nel sorriso della Valenti… poi magari sarà solo una rondine, che si sa, non fa primavera.


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