Scontro “sicurezza” tra Di Maio, Trenta e Salvini che risponde: “Su sbarchi, porti e Prefetti decido io”

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“Una circolare al giorno toglie il clandestino di torno”… parafrasando un noto proverbio, di fatto la linea di Matteo Salvini può essere così sintetizzata

Il ministro dell’Interno Matteo Salvini, negli ultimi giorni, complici le imminenti elezioni europee, ha messo il piede sull’acceleratore su quello che è il suo programma, ingaggiando un braccio di ferro con i partner di governo, Di Maio e ministro della Difesa Trenta, ma anche con i militari, firmando ben tre circolari in pochi giorni.

Lo scontro non è solo tecnico, ma sopratutto politico, Matteo Salvini, titolare dell’Interno, e la ministra Elisabetta Trenta, area 5 Stelle con al suo fianco il vicepremier Luigi Di Maio, sono ai ferri corti e questo da quando i pentastellati, preoccupati dal calo dei consensi, – almeno nei sondaggi – hanno deciso puntare i piedi sui provvedimenti sulla sicurezza, quelli più cari e di competenza di Salvini e la Lega.

Chiusura dei porti e delle acque internazionali, nascita di “zone rosse” in città, con i prefetti – visto che i sindaci non lo fanno – investiti di super poteri, chiamati a ripulire da spaccio e degrado le zone a rischio delle grandi città, hanno messo le ali alla Lega, ma al contempo relegato i 5 stelle ad un ruolo di secondo piano, da qui lo scontro.

I porti italiani “sono, erano e saranno inaccessibili, sigillati e blindati ai trafficanti di esseri umani”. Tuona Salvini dal comizio di Perugia, pronto a prendersi anche l’Umbria, ultima roccaforte del PD e da dove ha ribadito che la politica sull’immigrazione “è cosa sua e solo sua”.

La tensione sulle direttive del ministro dell’Interno però, coinvolge i militari che con una nota ufficiale mettono nero su bianco le tensioni fatte trapelare ieri. “Le Forze Armate – scrive lo Stato Maggiore della Difesa – sono uno strumento tecnico operativo al servizio del Paese. Ogni attività viene pertanto svolta in aderenza alle indicazioni politiche e secondo la prevista linea gerarchica”.

Il ministro della Difesa Elisabetta Trenta, facendo sua la nota, precisa chi deve dare gli ordini. Ma Salvini non ci sta e ribadisce che è la legge, che gli affida la responsabilità del coordinamento dei controlli delle frontiere e dunque è del tutto legittimo l’invio della direttiva anti ong anche al capo di Stato Maggiore della Difesa e al capo di stato maggiore della Marina. “Mi si citi nome e cognome di un generale che mi ha criticato. Si dice, pare, sembra. – dice Salvini – Io dialogo quotidianamente con i vertici delle forze di sicurezza e non mi risulta alcuna irritazione di alcun vertice militare. Il Viminale lavora in perfetta sintonia con la Difesa per la protezione dei confini”.

Il messaggio è chiaro non solo per il M5S, ma anche per il Premier Conte: “se qualcuno, per ragioni politiche, vuole o immagina i porti riaperti lo dica chiaramente, perché indietro non si torna”. Poi Salvini conclude: “Il ministro dell’Interno è l’autorità nazionale di pubblica sicurezza e deve autorizzare lo sbarco. Ho tutta l’autorità di decidere”. 


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