Sea-Watch3. la Procura non ci sta e ricorre in Cassazione contro la scarcerazione di Carola

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La Procura della Repubblica di Agrigento entro mercoledì depositerà il ricorso in Cassazione contro la sentenza della giudice per le indagini preliminari Alessandra Vella, che non ha convalidato l’arresto di Carola Rackete

Una notizia che non arriva inaspettata, l’insofferenza del corpo della Guardia di Finanza, che in quell’incidente per poco non ha perso degli uomini, era palese, anche se mai esplicita. A ciò si aggiunge anche una “strategia” ben precisa della procura agrigentina guidata da Luigi Patronaggio che con questa mossa, vuole avere una pronuncia della Suprema corte in punta di diritto.

Va da se infatti che ciò che deciderà la Cassazione sul caso Carola Rackete, rappresenterà un punto di riferimento anche nelle altre inchieste che vedono navi Ong indagate per aver violato il divieto di ingresso in acque territoriali disposto dal decreto Sicurezza bis.

Secondo l’interpretazione della gip Alessandra Vella, infatti, il decreto non può essere applicato a navi che hanno soccorso migranti e che dunque non possono essere considerate navi offensive per la sicurezza nazionale. Per il gip il comandante, nel caso in oggetto la Rackete ha il “dovere primario” di portare subito nel “porto sicuro” più vicino che, sempre a suo giudizio non possono essere considerati né quelli libici né quelli tunisini.

Infine la parte più contestata ad Alessandra Vella sopratutto dai finanzieri, quella che le motovedette della Guardia di finanza a cui è attribuito il compito di intimare l’alt alle Ong non possono essere considerate navi da guerra.

Il provvedimento del Giudice Alessandra Vella che ha rimesso in libertà Carola Rackete non convalidando l’arresto in flagranza di reato disposto dalla Guardia di finanza il 29 giugno, nei fatti non ha ridimensionato le accuse contro la Rackete, ma ha messo in discussione il DDL Sicurezza bis.

Giovedì intanto davanti al procuratore aggiunto Salvatore Vella, ci sarà l’interrogatorio della Capitano Carola Rackete, che rimane indagata per la violazione del decreto Sicurezza bis e del codice della navigazione e per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Il ricorso per Cassazione infatti non cambierà il corso dell’inchiesta.


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