Si uccide in ufficio con l’acido muriatico: doveva chiudere l’azienda con 15 dipendenti per la crisi economica

Un imprenditore si è suicidato bevendo acido muriatico nell’ufficio della sua azienda in sofferenza a causa della crisi economica e i rincari energetici: “Pochi giorni fa aveva annunciato di voler chiudere”

Claudio Fiori, imprenditore sessantenne attivo nella Valconca nell’entroterra di Rimini, è deceduto dopo aver ingerito acido muriatico da una bottiglietta, gesto compiuto negli uffici della sua azienda la Sce elettronica di San Clemente a Rimini. Lascia la moglie e una figlia.

La tragedia si verificata nella giornata di martedì 10 maggio. Secondo quanto ricostruito, Fiori ha ingerito l’acido con l’intento di suicidarsi, poi forse per un ripensamento o a causa dei forti dolori provocati dalle lacerazioni ha chiamato il 118. I sanitari arrivati sul posto tempestivamente, lo hanno trasportato in ospedale, dove il 60enne  è morto.

L’imprenditore non ha lasciato nessun messaggio per spiegare il gesto estremo, ma pare sia stato generato dalla crisi in cui già dal 2008 versava l’azienda che conta 15 dipendenti ed ora aggravatasi dalla crisi economica innescata dai rincari delle materie prime e dei costi dell’energia, che lo avrebbe costretto alla chiusura. Comunque in considerazione che Fiori non ha lasciato nessun messaggio, i motivi dell’estremo gesto restano ignoti. 

La Fiom Cgil ha commentato: “Fiori ci aveva comunicato pochi giorni fa l’intenzione di chiudere. Era una persona molto riservata, chiusa ma negli anni aveva saputo conquistare il supporto dei suoi dipendenti”. Ed ancora: “l’azienda che seguivamo dal 2008 e con cui eravamo in buoni rapporti ancora non aveva chiuso. Ma era questione di ore. Purtroppo già durante la crisi del 2008 la Sec aveva subito contraccolpi importanti”.

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