Sicilia. Tangenti Anas: arrestati altri funzionari e imprenditori di Palermo, Caltanissetta e Agrigento

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Non si sono ancora spenti gli echi per l’arresto in flagranza di reato di tre funzionari Anas dell’area di Catania per corruzione, che già arriva l’arresto di altri soggetti della zona di Palermo, Caltanissetta e Agrigento

Immagine relativa ai tre arresti eseguiti nel filone principale di Catania

L’Autorità nazionale anticorruzione, ha certificato per la Sicilia il primato delle tangenti e a dare conferma della validità del “premio”, arriva un’altra indagine che scoperchia un altro vorticoso giro di mazzette sui lavori pubblici.

Il gip della Procura distrettuale di Catania ha emesso un’ordinanza di misure cautelari in carcere e agli arresti domiciliari che ipotizza reati di corruzione in concorso commessi nell’esecuzione dei lavori di rifacimento di strade statali della Sicilia orientale e centrale, nei confronti di altri funzionari dell’Anas dell’area compartimentale etnea e di imprenditori di Palermo, Caltanissetta e Agrigento. Gli arresti sono stati eseguiti dai militari del Comando provinciale della Guardia di finanza

L’inchiesta denominata “Operazione buche d’oro”, che è di fatto il primo sviluppo di una più vasta indagine che sta portando alla luce rodati meccanismi corruttivi all’interno dell’Anas di Catania, ha portato all’arresto di otto persone. 

Si tratta di tre funzionari del compartimento Anas di Catania sono finiti gli arresti domiciliari, uno in carcere, mentre un altro è stato interdetto per un anno. Domiciliari anche per quattro imprenditori di Palermo, Caltanissetta e Agrigento.

Le indagini, coordinate dal procuratore Carmelo Zuccaro e dai sostituti Fabio Regolo e Fabrizio Aliotta, ha svelato i meccanismi corruttivi all’Anas di Catania: i lavori venivano eseguiti a metà, per esempio lasciando il vecchio asfalto danneggiato, mentre i funzionari dell’Anas di Catania attestavano che tutto era in regola. Quello che non veniva speso per gli interventi veniva diviso tra le parti coinvolte: l’impresa e i funzionari corrotti.

Nella prima inchiesta denominata “Operazione buche d’oro”, furono arrestati in flagranza di reato Riccardo Carmelo Contino, capo centro manutenzione dell’Anas, area compartimentale di Catania e il geometra Giuseppe Panzica, capo nucleo B del centro di manutenzione Anas etneo: erano stati sorpresi mentre incassavano e si spartivano una tangente di 10mila euro di un finanziamento destinato a lavori per la strada statale 114.


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