Il TAR Sicilia, sanziona Girgenti Acque con una multa di 300mila euro: era ora!


Girgenti Acque non è un “campione” di correttezza e questo i cittadini lo sanno bene, purtroppo a loro spese.

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I disservizi sulla gestione sono ormai all’ordine del giorno e le varie procure hanno procedimenti aperti su diversi fronti, sia sulla gestione dell’erogazione idrica, che sulla depurazione dei reflui. Però l’azienda è sempre li, imperterrita a continuare ad operare, con i cittadini sempre più inviperiti.

Ci voleva il TAR Sicilia Palermo, Sezione Prima, Presidente il Dr. Calogero Ferlisi, Relatore la dr.ssa Caterina Criscenti, a dare una “bacchettata” a questa azienda, che condividendo le tesi dell’Avvocato Rubino, ha respinto la richiesta cautelare di sospensione dell’esecuzione del provvedimento impugnato, condannandola anche al pagamento delle spese giudiziali afferenti la fase cautelare, e sanzionandola con una multa di 300mila euro.

La questione si trascinava da tempo e il contenzioso verteva su chi ha l’obbligo di fare periodicamente i controlli e le analisi delle acque reflue, con un rimpallo delle spettanze tra la Girgenti Acque e il Consorzio d’Ambito, che aveva portato quest’ultimo a richiedere il pagamento della penale, facente parte del contratto di appalto.

Girgenti Acque, si era opposta con un ricorso davanti al TAR Sicilia, per l’annullamento, previa sospensione, del provvedimento con cui il Consorzio d’Ambito le aveva applicato una penale di 300mila euro. Ora il TAR Sicilia ha stabilito con la sentenza sopra citata, che l’onere è a carico della società idrica e non ai Comuni.

Pertanto, per effetto della pronunzia cautelare emessa dal TAR, Girgenti Acque spa sarà costretta a pagare una penale di 300mila euro al consorzio d’ambito.

Bisogna precisare che per Girgenti Acque, esiste ancora un ultimo appiglio: un appello cautelare da presentare al Consiglio di giustizia Amministrativa della regione siciliana, che in secondo grado potrebbe emettere un provvedimento inibitorio in favore della società ricorrente.

 


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