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Tre navi russe e un sottomarino a propulsione nucleare oggi a Cuba inizieranno esercitazioni militari davanti coste Usa

Oggi a Cuba, nel Mar dei Caraibi, davanti alle coste Usa, tre navi russe e un sottomarino a propulsione nucleari, inizieranno esercitazioni militari navali che dureranno fino a lunedì

Lo ha affermato il Ministero della Difesa cubano aggiungendo che l’arrivo di navi russe è legato alle “storiche relazioni amichevoli tra Cuba e Russia e rispetta rigorosamente le regole internazionali”. Si tratta della nuova fregata Admiral Gorshkov della Marina russa armata con missili ipersonici Zircon, dell sottomarino nucleare “Kazan” del progetto Yasen-M, armato di missili da crociera e ipersonici, la nave cisterna “ Akademik Pashin” e il rimorchiatore “Nikolai Chiker”. Giusto per avere un’iea, la fregata Gorshkov è quella che lo scorso anno ha realizzato esercizi di lancio di missili ipersonici (capaci di 11.000 Km/ora) Zircon, con una raggio d’azione di 1.000 km. E che il sottomarino Kazan, di ultima generazione, può lanciare missili da crociera.

Il ministero degli Esteri cubano ha però rassicurato che la visita “non rappresenta una minaccia” per la regione caraibica, sottolineando che “nessuna di queste imbarcazioni ha armi nucleari”. Anche da Washington affermano che le esercitazioni “non rappresentano una minaccia diretta per gli Stati Uniti”.

Ma la mossa di Putin di piazzare navi con missili ipersonici a Cuba, appare un “avvertimento” al G7, che “casualmente” si svolge proprio negli stessi giorni in Italia. Sensazione confermata dagli esperti che hanno detto al Moscow Times che la Russia mira semplicemente a inviare un avvertimento all’Occidente con le ultime esercitazioni senza aumentare le tensioni.

Tutto bene? Forse si, ma a molti osservatori sembra di essere tornati alla crisi tra Usa e URSS del 14 ottobre 1962, quando prove fotografiche dimostrarono la presenza a Cuba di missili a medio raggio R-12 e raggio intermedio R-14. Gli Stati Uniti imposero il 24 ottobre un blocco navale militare per impedire l’arrivo di nuovi missili a Cuba e chiesero lo smantellamento e il ritorno in Unione Sovietica dei missili già installati.

Il mondo in quel momento sembrò sull’orlo di un conflitto atomico, poi dopo un lungo periodo di fitti negoziati, il presidente degli Stati Uniti d’America John Fitzgerald Kennedy e Chruščёv giunsero a un compromesso: i sovietici avrebbero smantellato le loro armi a Cuba e le avrebbero riportate in patria in cambio del pubblico impegno statunitense a non tentare una nuova invasione dell’isola

Inoltre gli Stati Uniti e questo era il vero obiettivo dei russi, smantellarono i loro missili Jupiter che avevano posizionato in Italia e in Turchia. Allora la vicenda mise in evidenza la necessità di una rapida, chiara e diretta linea di comunicazione riservata tra Washington e Mosca, e condusse infine all’istituzione della “linea rossa” tra le due capitali.