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Ucraina, Macron ci riprova: “Se Mosca sfonda la linea del fronte, non escludiamo l’invio di truppe”

“Se i russi dovessero sfondare le linee del fronte, se ci fosse una richiesta ucraina dovremmo legittimamente porci la domanda se inviare soldati europei” 

 

Lo ha detto in un’intervista all’Economist il presidente francese Emmanuel Macron, che è tornato a prospettare il coinvolgimento diretto di militari europei nel conflitto ucraino. La preoccupazione di Macron, per quella che nelle prossime settimane potrebbe trasformarsi in una nuova avanzata russa non preoccupa solo Kiev, che ha iniziato a ricevere i primi rifornimenti di armi dagli Stati Uniti dopo l’approvazione dell’ultimo pacchetto di aiuti da circa 61 miliardi di dollari.

Il timore oltre che della Francia, di diversi Paesi tra cui Polonia e Germania che gli uomini di Vladimir Putin possano dilagare è forte, tanto che, mentre Mosca ha raso al suolo la cittadina di Chasiv Yar, uno degli obiettivi della sua lenta avanzata, e conquistato il villaggio di Berdichy, sempre nella zona di Avdiivka, il presidente Emmanuel Macron è tornato a prospettare il coinvolgimento diretto di militari europei nel conflitto, nel caso che i russi dovessero sfondare le linee del fronte, ma  chiarendo “se ci fosse una richiesta ucraina”. Il presidente francese ha anche aggiunto: “Escluderlo a priori non significa imparare la lezione degli ultimi due anni”, quando i Paesi della Nato avevano inizialmente escluso l’invio di carri armati e aerei all’Ucraina prima di cambiare idea.

A prescindere da cosa succederà, le parole di Macron indicano chiaramente che l’Occidente, nonostante la mole di aiuti inviati a Kiev in questi giorni, sia dagli Stati Uniti che dall’Europa, hanno seri dubbi che l’esercito ucraino possa reggere la forza d’urto che Mosca che messo in campo.