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Usa fa marcia indietro su sanzioni ai diamanti russi decise dal G7, problemi con paesi africani e raffinatori indiani

Gli Stati Uniti fanno marcia indietro sulle misure stringenti del divieto sui diamanti russi provenienti dal G7, a causa dell’opposizione dei paesi africani, dei raffinatori indiani e dei gioiellieri di New York

Lo riferisce l’agenzia britannica Reuters citando proprie fonti. Il pacchetto di sanzioni, concordato a dicembre e comprendente un divieto in tutta l’Unione europea, rappresenta uno dei maggiori scossoni al settore da decenni. Due delle fonti che hanno familiarità con i negoziati hanno detto che gli americani si sono disconnessi dai gruppi di lavoro del G7 sui controlli rigorosi, e uno li ha descritti come “presenti ma non impegnati”. Il Dipartimento di Stato americano ha rifiutato di commentare.

Un alto funzionario dell’amministrazione Biden ha dichiarato che Washington non ha cambiato la sua posizione e che gli Stati Uniti continueranno a lavorare con il G7. “Vorremo assicurarci di trovare il giusto equilibrio tra il danneggiare la Russia e l’assicurarci che tutto sia attuabile”, ha detto il funzionario che ha rifiutato di essere nominato perché non autorizzato a parlare pubblicamente dei negoziati.

Le sanzioni del G7 mirano a colpire un altro flusso di entrate per lo sforzo bellico del Cremlino in Ucraina, anche se, con circa 3,5 miliardi di dollari, secondo i risultati del 2023 della società mineraria statale russa Alrosa, i diamanti rappresentano una piccola frazione rispetto ai profitti che Mosca ricava da petrolio e gas. Queste specifiche sanzioni sono la dimostrazione che spesso le sanzioni Occidentali hanno fatto molto più male a chi le ha emesse che alla Russia.