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Covid. L’Ungheria non si fida di Pfizer e acquista il vaccino Russo anche se in Europa non è ancora approvato

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Vitktor Orbán presidente dell’Ungheria, preoccupato dei contagi da Covid 19 con una scelta nazionalistica sovrana, ha deciso di acquistare massicce dosi del vaccino russo Sputnik senza attendere l’approvazione dei sieri da parte dell’autorità europea Ema

L’Ungheria per bloccare i contagi da Covid-19, ha firmato un accordo per acquistare dose massicce del vaccino Sputnik V russo, sebbene non sia stato ancora esaminato dalle autorità sanitarie europee. Ad annunciarlo è stato il ministro degli Esteri Peter Szijjarto, in visita a Mosca, in un video pubblicato sul suo account Facebook. Il ministro ha chiarito che i dettagli dell’accordo verranno forniti più avanti. Il 16 gennaio scorso l’Ungheria aveva già ordinato anche dosi del vaccino cinese Sinovac.

Il paese magiaro ha dunque bruciato i tempi, basta pensare che appena l’altro ieri il Russian Direct Investment Fund (il fondo sovrano russo) aveva annunciato l’approvazione dello Sputnik V da parte dell’Istituto Nazionale di Farmacia e Nutrizione dell’Ungheria ed appena un giorno dopo ne è stato autorizzato l’uso.

In Russia lo Sputnik V ha ricevuto il via libera del Ministero della Salute ed è stato somministrato a un numero non ben definito, ma sembra molto elevato di persone e l’Ungheria, che evidentemente non si fida della Pfizer in primis per le mancate consegne e forse anche per i casi sospetti di reazioni con conseguenza anche mortali come i 29 casi  della Norvegia, ha deciso con una scelta “nazionalistica sovrana” di non attendere l’Ok dell’Ema per utilizzarlo.

Il Paese magiaro non è l’unico ad avere deciso di utilizzare il vaccino Russo, prima dell’Ungheria, gli Emirati Arabi, Argentina, Paraguay, Serbia e Algeria, l’avevano già fatto.

Kirill Dmitriev, capo del RDIF, il Fondo sovrano di Mosca per gli investimenti, ha dichiarato che molti Paesi europei sono interessati allo Sputnik V e che è in corso un confronto con la Germania per creare un nuovo polo di produzione. Ma la cancelliera Angela Merkel ha “raffreddato gli entusiasmi” precisando che si potrà aprire la discussione solo quando e se l’Ema lo approverà.

Anche l’Italia è sulla stessa linea dei tedeschi e la sottosegretaria alla Salute, Sandra Zampa, in un’intervista rilasciata a “Radio anch’iò” ha detto che non c’è nessun problema se Ema lo approva: “Se l’Agenzia europea del farmaco Ema dirà che va bene assolutamente sì, perché non dovremmo?”.

 


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Redazione

Pubblicato da Redazione

Redazione di Fatti&Avvenimenti