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Sciacca: la crisi economica visibile nel “vuoto” del mercato di S. Michele

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La crisi economica è ormai un fatto assodato ed è una situazione generalizzata.

germi

Scusateci per l’immagine volutamente sarcastica usata, abbiamo scomodato persino il grande Pietro Germi, ma è stata proprio questa foto che, se da un lato può essere una simpatica battuta, se invece viene analizzata con attenzione, fa riflettere.

Avevamo parlato dell’argomento in questo articolo, ma i dati erano regionali e come spesso accade leggendoli, sembra di parlare di cose che interessano gli altri. Purtroppo i fatti ci dicono che Sciacca è fortemente impelagata in una crisi irreversibile, con alti tassi di povertà.

Il mercatino di S. Michele è uno di quei luoghi che da immediatamente la dimensione del fenomeno. Per anni è stato il punto di riferimento di tante famiglie che volendo fare quadrare i conti, si affidavano alle tante affollate bancarelle per gli acquisti più disparati. Borse, scarpe ed abbigliamento, erano le merci più ricercate, c’erano signore che già alle otto del mattino erano intente a selezionare i capi migliori e grazie alle alchimie di queste madri di famiglia, figli e mariti, potevano sfoggiare, se non gli ultimi modelli, quantomeno qualcosa di “simile”.

Poi c’erano gli ambulanti nordafricani, con la merce ”tarocca”, borse e scarpe firmate (?) e gadget vere “patacche” come Rolex e Mont Blanc, fatti veramente male, ma la gente li comprava e li indossava… felice. Un mondo che adesso non esiste più.

Oggi abbiamo fatto un giro per lo storico mercato, molti gli spazi vuoti. Fino a qualche anno fa, per avere un posto da ambulante a S. Michele, c’era gente che si faceva raccomandare dai politici, manco fosse stato un posto fisso in banca.

I nordafricani sono quasi spariti, qualcuno caparbio resiste ancora, il problema ci dicono alcuni amici ambulanti, sta tutto negli incassi. Non c’è più gente, prima si faceva fatica a camminare tra la folla, che comprava di tutto e non badava eccessivamente al prezzo. Oggi gli acquirenti sono pochi e litigano sul prezzo: “siamo diventati tutti marocchini” ci confida ridendo, il nostro amico.

Certo qualcuno potrà osservare che i centri commerciali dei paesi limitrofi, Castelvetrano ed Agrigento in primis, hanno sottratto clientela, ma anche noi, osserviamo che anche loro sono in grosse difficoltà.

Quindi è inutile cercare scappatoie e giustificazioni, questo è compito dei politici per coprire le loro azioni, per noi la questione è chiara: la povertà avanza.


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