Crocetta “spende e spande”: a settembre la regione ha assunto 57 nuovi consulenti


Sono più di 18 mila i dipendenti regionali che i siciliani pagano, ma non bastano: gli assessori assumono nuovi collaboratori e l’ARPA (Agenzia per l’ambiente) ne assume altri 51 da esterni.

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A settembre dovrebbero cadere le foglie, ma in Sicilia invece fioriscono se non gli alberi almeno le assunzioni regionali, cioè quelle pagate con i soldi dei contribuenti siciliani.

Ed ecco fiorire quasi su ogni ramo dell’amministrazione, nuovi incarichi, nuove nomine, nuovi irrinunciabili esperti. Ma andiamo con ordine.

Mariella Lo Bello, assessore alle Attività produttive e vicepresidente della Regione, ha assunto Maria Rita Zampino con l’incarico di “Consulente esterno”, senza specificare cosa farà e per la sua misteriosa consulenza percepirà 6.200 euro lordi per tre mesi di lavoro.

Gianluca Micciché, assessore alla Famiglia, ne ha assunti addirittura tre di cui uno,  Daniela Turco, a titolo gratuito. Gli altri due Gianluigi Mangione e Anna Maria Di Vanni, costeranno oltre 4 mila euro lordi ciascuno per due mesi di lavoro.

Luisa Lantieri , assessore alla Funzione pubblica e alle autonomie locali, ha assunto Elisa Mastrantonio, in passato consulente o dipendente a progetto del Parco dei Nebrodi, si occuperà delle “funzioni attribuite agli enti di area vasta”. Il suo compenso sarà di 8.200 euro lordi per quattro mesi di lavoro.

L’assessore Giovanni Pistorio ha assunto Alessandro Rizzo con l’incarico di esperto delle “problematiche attinenti le materie giuridiche di competenza dell’assessorato”. Lo stipendio sarà di 8.400 euro lordi per quattro mesi di lavoro.

Ma a l’Arpa, Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, i regionali non bastano mai, e così si è rivolta agli esterni. Per carità, tutto regolare, ha fatto un bando pubblico, ma la sostanza è di 51 nuovi incarichi di collaborazione coordinata e continuativa, “per l’aggiornamento del quadro conoscitivo dello stato di qualità delle acque interne e delle acque marino costiere”.
E allora la domanda è: ma per conoscere la qualità dell’acqua di mare, ci volevano altre 51 persone?

Insomma la Sicilia è in “default”, non ci soldi per l’ordinario, si va con il “cappello in mano” da Renzi a chiedere l’elemosina, ma si continua a spendere e spandere.


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Redazione di Fatti&Avvenimenti