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Ragusa. La procura indaga sulla Mare Jonio di Casarini : sarebbe stata pagata per trasbordo migranti

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La procura di Ragusa indaga su un trasbordo di 27 clandestini, avvenuto nel settembre scorso, dal cargo danese Maersk Etienne alla nave italiana Mare Jonio: avrebbe ricevuto soldi dalla danese Maersk Etienne per il trasbordo

 

L’accusa della Procura di Ragusa è gravissima: l’ong italiana avrebbe preso a bordo migranti in cambio di soldi. Quattro gli indagati dell’Ong Mediterranea: Luca Casarini, il comandante della missione Pietro Marrone, il capo missione del salvataggio Beppe Caccia, ex assessore a Venezia nella giunta Cacciari e il regista Alessandro Metz.

I militari della Guardia di Finanza, della Guardia costiera e agenti di polizia, nella mattinata di oggi hanno eseguito perquisizioni e sequestri nei confronti della società armatrice del rimorchiatore e nei confronti dei quattro indagati, a Trieste, Venezia, Palermo, Mazara del Vallo, nel Trapanese, Augusta, nel Siracusano, Bologna, Lapedona e Montedinove, nelle Marche.

Il procuratore capo di Ragusa Fabio D’Anna chiarisce che non ha inchieste sulla gestione delle Ong nei soccorsi in mare, ma “soltanto su un episodio in cui sono coinvolte due società commerciali” e nessun componente della Mediterranea saving humans risulta indagato.

Questi i fatti.

La petroliera Maersk Etienne il 5 agosto del 2020 salva 27 calndestini tra cui una donna incinta e un bambino e 38 giorni rimane senza indicazioni, con le persone a bordo. Poi l’11 settembre la Mare Jonio decide di prenderli a bordo dopo aver fatto un sopralluogo sul cargo. “Il nostro team medico li ha trovati in gravi condizioni psico-fisiche ormai incompatibili con ulteriore permanenza sulla petroliera – fece sapere Mediterranea Saving Humans -. Abbiamo già chiesto alle autorità di Malta, responsabili di questo evento Sar del 5 agosto, di indicarci al più presto un porto sicuro di sbarco per queste persone che hanno urgente bisogno di cure”. Il giorno dopo alla Mare Jonio viene assegnato Pozzallo come porto sicuro per lo sbarco.

Subito dopo l’attracco scattano i controlli di routine e gli investigatori visionano il diario di bordo della Mare Jonio e si insospettiscono per alcuni contatti avuti nei giorni precedenti tra il rimorchiatore italiano e il cargo danese. “Le indagini fin qui svolte, corroborate da intercettazioni telefoniche, indagini finanziarie e riscontri documentali, hanno permesso di far emergere che il trasbordo dei migranti effettuato dall’equipaggio della Mare Jonio – si legge in una nota della Procura -è stato effettuato solo dopo la conclusione di un accordo di natura commerciale tra le società armatrici delle due navi, accordo in virtù del quale la società armatrice della Mare Jonio ha percepito un ingente somma quale corrispettivo per il servizio reso”.


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Redazione

Pubblicato da Redazione

Redazione di Fatti&Avvenimenti