Sciacca, “Natale”. 3500 euro per servizio navetta: 90 biglietti venduti e centro deserto, Buongiorno Sciacca!

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Imbarazzo, vergogna, disagio, pentimento: parole mai usate da un’amministrazione, che come il Canio di Leoncavallo continua a ridere sulle scene nella propria opera pagliaccesca mentre tutto va in malora

Avete presente in Natale saccense? Ovviamente no, perché non c’è stato. Avete presente i costi? Quelli sì, perché seppur bassi ci sono stati. Ecco, abbiamo notizia di 3500 euro della comunità che sono stati presi e gettati letteralmente nel gabinetto, attenzione, non quello del sindaco, proprio nei servizi igienici. 

Stiamo ovviamente parlando dei 3500 euro che il Comune sotto la guida illuminata della giunta Valenti ha stanziato per garantire il servizio di bus navetta nel centro storico sotto ZTL. Servizio di bus navetta, che ha venduto, in totale, ben 90 biglietti alla cifra di un euro l’uno. Ma non solo, dei mille biglietti gratuiti disponibili all’ufficio turistico sembra che ne siano stati usati appena 30. Praticamente per tutta la durata della ZTL in centro storico, a Natale a Sciacca, sono state 120 le persone che hanno usufruito del servizio. Nulla di inaspettato del resto, le fotografie del centro deserto hanno viaggiato in lungo ed in largo sui social, risulta superfluo persino riproporle. Certo fa effetto notare un certo silenzio dei commercianti, che a questo punto forse per pudore, evitano di rendere pubblici i loro sentimenti.

“Buongiorno Sciacca!” Così esordisce Francesca Valenti nei suoi post su Facebook, probabilmente perché così qualche improvvisato esperto di marketing le avrà consigliato. Da notare oltretutto una simpatica pagina Facebook col medesimo nome “Buongiorno Sciacca” che all’inizio, qualche mese fa, voleva forse fungere da megafono del primo cittadino ed oggi viene aggiornata abbastanza di rado probabilmente perché difendere l’indifendibile è possibile solo fino ad un certo punto.

Ecco, il “certo punto”, il “limite”, entro cui è ancora possibile difendere l’amministrazione dovrebbe essere la stella polare di tutti, giornalisti, politici, servetti di partito. Personalmente, ci risuonano ancora nelle orecchie le parole che Gioacchino Settecasi usò per spiegare, in soldoni, il motivo delle sue dimissioni da assessore: “Non permetto che la gente mi rida in faccia”. E dire che Settecasi aveva svolto, in generale, un discreto lavoro, di certo non avrebbe dovuto vergognarsene. Eppure per lui, il tradimento da parte del sindaco che stava per azzerare la giunta e che come suo solito, giocava al tira e molla sui tempi, fu un motivo di imbarazzo tale da indurlo alle dimissioni.

Certamente Settecasi non è stato l’unico, tanti nella storia politica si sono fatti da parte per un genuino senso di imbarazzo. E davanti a ciò non possiamo non chiederci come resistano il sindaco ed i suoi assessori. Non è più la questione della battutina sui giornali o del comunicato stampa dei consiglieri di opposizione, è proprio l’aria di Sciacca che è ormai pesante sulla giunta Valenti. Com’è possibile sorridere e scrivere imperterriti “Buongiorno Sciacca” mentre tutta la città nemmeno ride, dileggia, l’amministrazione per i suoi continui fallimenti? Da cronisti possiamo solo dire che è penoso scrivere di una situazione così, non immaginiamo neppure cosa sia viverla in prima persona.  


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Informazioni su Sean Gulino

Giornalista Direttore responsabile di Fatti&Avvenimenti. Nato a Partinico (PA), ma saccense. Ha sempre vissuto a Sciacca, dove fin da giovanissimo si è appassionato alla politica locale. Scrive da quando aveva 17 anni, scrive di tutto perché "così è giusto che sia". Ha scritto principalmente per il giornale ControVoce di Sciacca e per il Fatti&Avvenimenti, ma suoi articoli sono apparsi anche sui quotidiani La Valle dei Templi.net, LinkSicilia (MeridioNews), La Voce di New York e tanti altri giornali agrigentini, regionali, nazionali ed internazionali. Da Gennaio 2017 è corrispondente italiano per la rivista francese Lumieres Internationales Magazine. Scrittore a tempo perso. E' anche uno studente di Giurisprudenza. Coltiva da anni la passione della musica e del canto ed ha una sua band. Non chiedetegli cosa voglia fare da grande, perché non lo sa.

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