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Carlentini (SR). Nascose il cadavere di un uomo per “tutelare l’onorabilità della madre”: 37enne arrestato

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Per tutelare l’onorabilità della madre, un 37enne avrebbe occultato il cadavere di un uomo sbarazzandosene frettolosamente, ideando una serie di pratiche tese ad allontanare da sé e dalla madre la riconducibilità dell’evento

Questa mattina i carabinieri di Augusta hanno arrestato Adriano Rossitto, 37 anni, titolare di un’agenzia funebre, residente a Lentini, con l’accusa di distruzione, soppressione o sottrazione di cadavere in concorso. Secondo i militari sarebbero stato lui a far ritrovare il cadavere di Francesco Di Pietro, 67 anni, bancario in pensione, il 25 agosto del 2019, nudo in una “body bag” (la sacca usata per la conservazione dei cadaveri) nascosta dietro un muro di cinta in contrada Ciricò di Carlentini.

All’atto del ritrovamento, effettuato per caso da un passante, i Carabinieri e il medico legale intervenuti sul posto non poterono accertare l’identità del cadavere, che si presentava nudo, senza documenti o altri segni identificativi. Le operazioni nell’immediatezza risultarono difficili poiché il corpo si presentava altresì in avanzato stato di decomposizione dovuto al fatto che la sacca utilizzata, presumibilmente a causa dello spostamento, presentava una lacerazione ed aveva quindi perso la tenuta ermetica.

Ma l’autopsia eseguita sul corpo che non presentava alcun segno di violenza, ma era in stato di decomposizione, stabilì che il 67enne era morto per cause naturali e gli investigatori grazie all’esame del dna riuscirono a risalire all’identità della vittima, che da qualche giorno era scomparso di casa.

I carabinieri, nell’indagine coordinata dal procuratore capo Sabrina Gambino e diretta dal sostituto Salvatore Grillo, hanno ricostruito i movimenti di Di Pietro, la mattina del 21 agosto, e al tempo stesso indagato sulla personalità e le abitudini del bancario che frequentava spesso l’agenzia di onoranze funebri gestita da Rossitto, con cui aveva allacciato rapporti amichevoli. Ma proprio le dichiarazioni di Rossitto avevano insospettito i militari: troppe contraddizioni ed anche alcune notizie come quella che la vittima era solita frequentare prostitute o che aveva allacciato una relazione con una donna romena, non avevano trovato riscontro.

Secondo i magistrati Di Pietro, afflitto da una condizione personale di solitudine, avrebbe frequentato la madre del Rossitto, “decedendo forse mentre era nella casa della donna. Rossitto, probabilmente preoccupato di tutelare l’onorabilità della madre, si sarebbe prodigato per far sparire il corpo sbarazzandosene frettolosamente”, sostengono i carabinieri.

Redazione

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Redazione di Fatti&Avvenimenti