Con la scusa dei No Green Pass Lamorgese limita tutti: “Vietati tutti i cortei, solo sit-in fuori centri storici”


L’art. 21 della Costituzione, al 1° comma recita: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”… da oggi, oggettivamente, non sarà più così

Il Ministero dell’Interno retto da Luciana Lamorgese, in accordo con il governo, nella tarda serata di ieri, ha varato una “stretta” sulle manifestazioni pubbliche, che oggi dovrebbe essere pubblicata, in nome della pandemia e dell’aumento di contagi. Una stretta a ben vedere, prevista dai “complottisti” della “dittatura sanitaria”, ma che certamente adesso sentiranno di aver avuto ragione dall’inizio.

La nuove regole – secondo cui di fatto sono concessi solo sit-in e solo fuori dai centri storici delle città – sono state varate per fermare i cosiddetti No Green Pass, anche se sono state allargate a tutte le manifestazioni, quindi limitative anche di eventuali manifestazioni politiche o sindacali o di qualsiasi altra natura.

Una restrizione importante e considerevole alla libertà di protesta e manifestazione che lo stesso sottosegretario agli Interni Carlo Sibilia ha tentato di giustificare “auspicando” siano solo misure momentanee: “Siamo a 15 settimana di fila di cortei con situazioni che sfociano nella cronaca di ogni giorni, creando problemi alla sicurezza pubblica. Mi auguro siano misure momentanee e circoscritte”.

Sibilia infatti, ospite di Un Giorno da Pecora a Rai Radio1, ha spiegato il nuovo provvedimento: “Le manifestazioni cosiddette “no pass” stanno paralizzando ogni sabato, da settimane, il centro storico di tante città, creando disagi a cittadini e commercianti, oltre a generare assembramenti tra non vaccinati. Per ovviare a questi disagi, saranno vietati i cortei, e questo vale per tutte le manifestazioni, non solo per quelle no vax. Continuare così ogni fine settimana, dopo 15 fine settimana, con le città che vengono messe in ginocchio da ogni tipo di protesta. Va bene manifestare ma quando assistiamo a scene come alcune di quelle che abbiamo visto…”.

Il sottosegretario all’Interno inoltre annuncia che ci saranno controlli più rigidi”Vista la risalita dei contagi saranno anche intensificati i controlli sul Green Pass. Vanno mantenute le misure di prevenzione in atto e le persone devono essere incentivate a vaccinarsi. Non possiamo correre il rischio di dover fronteggiare nuove emergenze, come altri Paesi Ue stanno sperimentando. Ne va della salute pubblica e dell’economia del Paese”.

Infine Sibilia conclude dicendo cheNel caso non si rispettassero le regole e si facesse il corteo, si interromperà la manifestazione perché si contravverrebbe alla legge. In quel caso ci sono le forze dell’ordine”. Ma non solo, anche i sit-in “tollerati” dovranno rispettare rigide regole: “si devono tenere le distanze ed indossare la mascherina laddove ci sono assembramenti”.

Insomma nuove restrizioni sulle manifestazioni giustificate con il rischio contagi e con il voler “aiutare” i commercianti dei centri storici, giustificazioni che però continuano a stridere fortemente con la voce di molti giuristi tra cui quella del presidente dell’Ordine degli Avvocati milanesi,Vinicio Nardo che già sulle restrizioni alle manifestazioni imposte una settimana fa a Trieste aveva detto senza mezze misure che: “Negare il diritto alla protesta e classificare chi protesta automaticamente come un pazzo è da regime autoritario” e che “E’ un problema di principio, non di contenuti. I commercianti si lamentano a Milano per le perdite legate ai cortei? Hanno ragione a lamentarsi ma questi sono i costi della democrazia”.


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Redazione di Fatti&Avvenimenti

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