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Generale Mini alla Gruber: “Dov’erano gli ucraini quando le persone scappavano da Kosovo, Siria e Afghanistan?”

“E dov’erano gli ucraini quando le persone scappavano dal Kosovo, dalla Siria o dall’Afghanistan?”

Questa la risposta che il generale di corpo d’armata Fabio Mini, ha dato ieri sera a Lilli Gruber nel programma di approfondimento politico “Otto e Mezzo”, su LA7. La giornalista con i suoi ospiti hanno commentato la guerra scatenata dalla Russia in Ucraina, quale potrebbe essere lo scenario prossimo e le conseguenze future con un Occidente spaventato dalla minaccia nucleare e con più di un milione e settecentomila profughi ucraini fuggiti verso le nazioni europee confinanti e non solo.

Lilli Gruber chiede al generale Mini cosa ne pensa di questi milioni di profughi che fuggono della guerra: “Io vedo una catastrofe umanitaria come quelle già accadute in Kosovo, in Siria, in Iraq, in Afghanistan… siamo tutti toccati da quello che sta accadendo in Ucraina però io adesso mi chiedo: dov’era l’Ucraina dove noi stavamo aiutando quelli che scappavano dall’Afghanistan e dagli altri paesi? Questa carica emotiva è giusta e giustificata, ma noi la stiamo provando da decenni riguardo a tutti i rifugiati…”.

“Mi deve scusare ma il cinismo può venire fuori, – continua Mini – ma è un cinismo realistico, non stiamo a guardare soltanto una parte, guardiamo a quello che ha sofferto anche il resto del mondo in questi anni. L’Ucraina si sta depauperando di persone e non se lo può permettere perché è in capitolazione demografica”.

Una risposta che non è piaciuta ne alla giornalista ne agli ospiti. Poi la Gruber chiede al generale se l’offensiva di Putin è in affanno, Mini risponde che “Quella di Putin è un’offensiva al risparmio, pochi carri armati e vecchi. La Russia – dice il generale – ha un contingente di 950 mila uomini e in questa guerra ne ha schierati pochi e con poche armi, il che significa che Putin vuole raggiungere degli obiettivi minimi”.