Palermo. Medico allergologo si fingeva ginecologo e palpava le pazienti: ai domiciliari per violenza sessuale aggravata

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Il medico allergologo Lorenzo Barresi in servizio all’Isme, è stato arrestato e posto ai domiciliari con l’accusa di violenza sessuale, a seguito della denuncia di una giovane paziente

“Mi sfiorava i capezzoli e faceva domande inopportune, io ero impietrita e volevo solo scappare”. Questo il racconto di una giovane paziente che ha denunciato il dottore Lorenzo Antonino Barresi, 60 anni, allergologo all’Isme di via Ruggero Settimo a Palermo. L’indagato avrebbe anche detto di essere ginecologo: “Mi ha chiesto se avevo macchie nelle parti basse, voleva palparmi anche lì…”

Per il gip Clelia Maltese che ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare si tratta di un “Comportamento lascivo e perverso dell’indagato”. Il gip inoltre ha ritenuto fondata la ricostruzione dei fatti compiuta dal sostituto procuratore Giorgia Righi, che coordina le indagini dei carabinieri. Lorenzo Antonino Barresi a seguito di queste accuse è stato arresto e posto ai domiciliari con l’accusa di aver abusato sessualmente anche di altre due pazienti.

Le presunte violenze sessuali sarebbero avvenute tra marzo e luglio scorsi e la prima ragazza che ha denunciato ha chiesto senza mezzi termini ai militari di “fermare il comportamento mostruoso del dottore Barresi”, che peraltro non avrebbe rispettato neppure le più elementari norme igieniche, rese ancora più rigide per via del Covid. Entrambe le pazienti, dopo aver avuto delle reazioni allergiche, avrebbero preso contatti con l’indagato dopo aver trovato il suo numero facendo delle ricerche su internet.

La giovane aveva cercato su internet uno specialista perché ultimamente soffriva spesso di allergie.In sala d’aspetto – ha raccontato la donna come si legge nell’ordinanza del gip Clelia Maltese – una giovane che attendeva di entrare dal medico accompagnata da un ragazzo mi ha detto ‘Ma sei sola, ti consiglio di non andare da sola’”. Per questo la giovane aveva chiamato il padre che stava cercando di parcheggiare lo scooter. Arrivato nello studio il medico non lo ha fatto entrare chiudendo la porta della stanza della visita a chiave. Ed è qui, come ha raccontato la vittima ai carabinieri, si è ripetuto un copione poi confermato dalle altre vittime.

“Il medico mi ha chiesto di spogliarmi e togliere il reggiseno. Ha preso un batuffolo lo ha imbevuto in una soluzione e lo ha passato attorno al capezzolo. A questo punto mi ha chiesto se avevo anche macchie strane nella vagina e se il mio ciclo fosse regolare – ha raccontato la giovane -. Tutte domande e atteggiamenti che mi hanno messo in imbarazzo. E che mi hanno fatto scappare dallo studio tanto da dimenticare il documento di riconoscimento dal segretario”.

Dopo le denunce sono iniziate le intercettazioni che avrebbero confermato il racconto della ragazza. Sono altre 12 le vittime secondo quanto hanno ricostruito i carabinieri di Monreale coordinati dal pm Giorgia Righi.


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Redazione di Fatti&Avvenimenti

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