Renzi ad Agrigento. M5S: “Restati a casa”


In merito alla visita del Premier Matteo Renzi riceviamo e pubblichiamo la dura lettera del M5S di Agrigento.

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“Dopo l’inaugurazione di un tratto autostradale a Caltavuturo mai crollato c’era da aspettarselo. Ed eccolo, puntuale come il treno che collega Rignano sull’Arno a Firenze, arriva il nostro Presidente del Consiglio Matteo Renzi a ridarci i nostri soldi, anzi, mancano 2 milioni di € all’appello. La notizia che sta girando nel nostro territorio è che infatti il nominato dal Presidente Mattarella sarà nella nostra Agrigento, davanti il coreografico Tempio della Concordia (o, in caso di pioggia, il Teatro Pirandello).

La spettacolarizzazione dell’evento, il fumo negli occhi, servirà a farci credere che ci stanno dando dei soldi. La realtà è che quei 30 milioni di €, 32 per l’esattezza, erano già stati stanziati nel 2012 dal CIPE (Comitato interministeriale per la programmazione economica), ed attraverso il nuovo regime tariffario del servizio idrico approvato dal Commissario regionale ad acta Giuseppe Taverna, avrebbero dovuto portare alla città di Agrigento notevoli benefici, non soltanto perché sarebbe dovuta essere applicata un’unica tariffa per la distribuzione idrica in tutti i comuni serviti, e per i cittadini del capoluogo una riduzione tariffaria, ma anche sarebbero dovute essere realizzate quelle opere che interessano la rete idrica ed il sistema fognante e di depurazione.

Dal 2012 ad oggi le tariffe, per noi agrigentini, – dicono dal M5S – sono ugualmente cresciute e non sono stati affatto utilizzati per il miglioramento della rete idrica, tanto meno per rendere idonei i depuratori. Ricordiamo, ad esempio, l’insufficiente depuratore del Villaggio Mosè, che progettato per ricevere 4 litri/sec di reflui ne riceveva, secondo gli inquirenti, circa 10 volte tanto ed è stato sequestrato.

Caro Matteo, ci diamo del tu come ce lo si darebbe via Twitter, ci fa piacere che vieni qui ad Agrigento ad ammirare le bellezze del nostro territorio, ci dispiace soltanto che non potranno accoglierti le centinaia di insegnanti “deportati” a migliaia di chilometri da casa (non lo potrai mai capire con moglie assunta a pochi minuti di strada), ma ci potranno essere le loro famiglie che hanno tanta voglia di conoscerti e dimostrare tutti i loro apprezzamenti nei tuoi confronti.

Nel frattempo, se la tua deve essere solamente una passerella, per comunicare il nulla più assoluto, soldi nostri che ci vengono restituiti (con 2 milioni di € in meno, siamo in deflazione evidentemente) dopo averci negato il diritto all’acqua pubblica attraverso un colpo di spugna del tuo governo e con il parere contrario del MISE e nonostante le tue fumose parole di 5 anni fa beh, detto come diremmo ad un nostro amico: “restati a casa!””


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Redazione di Fatti&Avvenimenti