Salute & Benessere. Con la nuova legge addio ai tatuaggi colorati: ecco i rischi per la salute


Arriva la nuova legge che mette al bando i tatuaggi colorati per prevenire i rischi alla salute

Il nuovo regolamento dal 4 gennaio 2022 metterà al bando quei pigmenti colorati usati nell’industria dei tatuaggi e dei cosmetici che, oltre una certa soglia, contengono elementi come nichel, mercurio, cromo e, soprattutto, isopropanolo, un elemento che si aggiunge alla maggior parte dei colori per sterilizzarli. Tali sostanze, contenute in quasi tutti gli inchiostri per tatuaggi tranne che nel nero, se non in quantità bassissime, sono ritenute potenzialmente dannose. Il regolamento impone anche nuove norme per le etichette informative che, oltre a essere scritte in italiano (o nella lingua del paese in cui si effettua il tatuaggio), devono anche riportare informazioni precise sulla presenza e quantità delle sostanze ritenute pericolose.

Si tratta di un argomento che in Italia interessa ben 7 milioni di persone (con punte del 30% tra i più giovani): tanti sono i tatuati secondo i dati dell’Istituto superiore di sanità, per il quale il 60% di chi ha un tatuaggio ha avuto una reazione avversa, e che ha trovato nel 90% dei campioni esaminati livelli di cromo superiori a quelli ritenuti sicuri, senza che ve ne fosse alcuna indicazione sulle etichette. E non ci sono solo i tattoo: le nuove norme riguardano anche tutte quelle tecniche come il microblading (che si usa soprattutto per tatuare e correggere la forma delle sopracciglia), o altri tipi di trucco permanente.

In realtà il Regolamento 2020/2081 è stato approvato a dicembre 2020 e, di fatto, ha concesso un anno di tempo ai produttori per adeguarsi alle nuove linee guida. Durante questi mesi gli studi si sono dotati di prodotti alternativi che contengono le sostanze incriminate in quantità inferiori ai livelli ritenuti dannosi, quindi legali. Al momento, però, per due pigmenti non esistono alternative (pigment green 7 e pigment blue 15.3: solo per questi due inchiostri è prevista una deroga che li vieterà a partire dal 4 gennaio 2023.

Isopropanolo: quali rischi per la salute

Non c’è bisogno però di essere allarmisti per chi ha già dei tatuaggi colorati: il rischio, seppur presente, è basso. Ma la prudenza è d’obbligo. Spiega il Antonio Costanzo, dermatologo dell’ospedale Humanitas di Milano: “l’isopropanolo di solito si trova nei colori come rosso e giallo che possono indurre reazioni allergiche importanti. Il pigmento e questi solventi possono fare da adiuvanti: ovvero rendono una molecola inerte immunogenica, in grado cioè di attivare il sistema immunitario. Quando il pigmento contenente il solvente viene iniettato si unisce a delle proteine della pelle che cambiano la loro struttura molecolare e vengono riconosciute come estranee, come se fossero un virus, da parte del sistema immunitario che scatena quindi una risposta”. Questa reazione avviene di frequente quando si ricolorano i tatuaggi che dopo qualche anno sono sbiaditi. “La ricolorazione, continua il prof. Costanzo, può provocare allergie. Un po’ come quando facciamo la seconda dose o il richiamo di un vaccino. Quando si inietta di nuovo lo stesso pigmento se il sistema immunitario lo aveva riconosciuto come estraneo la prima volta, la seconda volta si attiva e provoca la reazione allergica”.

Per queste ragione sarebbe prudente, prima di far disegnare l’intero tatuaggio, farsi iniettare una minima quantità di colore sotto pelle per verificare se si scatena o meno una reazione allergica.

Letteratura scientifica, quali certezze?

La letteratura scientifica sui tatuaggi è ancora piuttosto scarsa, e non ci sono studi epidemiologici in grado di farci comprendere i rischi reali per la salute. Di certo, però, i tatuaggi molto scuri che interessano zone del corpo particolarmente estese possono agire negativamente sui linfonodi. Il colore, infatti, viene assorbito dai linfonodi che si scuriscono, diventano neri e, considerato che la moda dei tatuaggi è relativamente recente, non è dato realmente sapere cosa accada nel corso degli anni o, addirittura, dei decenni.

Come rimuovere un tatuaggio? Ci sono rischi?

Esistono laser in grado di eliminare i tatuaggi, ma anche in questo caso bisogna fare attenzione ed essere consapevoli di alcuni limiti. In primis i tatuaggi colorati, in particolare gialli e rossi, sono molto difficili da rimuovere.

I laser sono programmati sulla lunghezza d’onda dei pigmenti, principalmente quelli scuri, e sono in grado di frammentarli e favorirne l’assorbimento da parte dei macrofagi, che sono cellule immunitarie che si trovano nel sangue e nei tessuti connettivi, capaci di fagocitare detriti vari. In questo modo il tatuaggio scompare, “frantumato” ed “ingoiato” dal nostro organismo.

Quindi l’inchiostro, vero e proprio corpo estraneo, viene assorbito dal nostro stesso organismo e non si sa se questo potrà nel lungo termine provocare delle conseguenze. Infine, la rimozione comporta comunque alcune conseguenze per la pelle, come ad esempio fastidiose irritazioni.

Salute & Benessere è una rubrica medica a cura del dott. Accursio Miraglia.

 


Pubblicato da Accursio Miraglia

Accursio Miraglia, nato a Sciacca il 27-12-68 Nel 1994 Laurea con Lode in Medicina e Chirurgia, Università Cattolica del Sacro Cuore (Roma – Policlinico Gemelli) Nel 1998 Specializzazione con Lode in Medicina Fisica e Riabilitativa (Fisiatria), Università di Tor Vergata (Roma) Dal 1998 al 2006 partecipa a numerosi corsi di aggiornamento organizzati dall’Accademi Italiana di Medicina Manuale Dal 1998 al 1999 Assistente medico, responsabile area riabilitativa Casa di cura "Villa Fulvia", Roma Dal 1999 ad oggi Direttore Sanitario del Centro di Educazione Psicomotoria s.r.l, centro di fisioterapia accreditato presso il SSN Dal 2009 è consulente tecnico d'ufficio presso il Tribunale di Sciacca e gli uffici del Giudice di pace di Sciacca, Menfi e Ribera. Dall’anno accademico 2014-2015, professore a contratto presso la Scuola di Specializzazione in Medicina Fisica e Riabilitativa dell’Università di Roma “Tor Vergata”. Dal 2015 ricopre il ruolo di docente presso il “Corso-Teorico pratico di Medicina Manuale” organizzato dalla SIMFER (Società Italiana di medicina Fisica e Riabilitativa) con la collaborazione Società Italiana di Medicina Vertebrale (MEDVERT) e le Università “la Sapienza” e Tor Vergata” di Roma.