Catania. Controlli Green pass, esercenti attenti ma penalizzati: “su 100 persone 70 non hanno fatto il vaccino”

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Ieri a Catania i commercianti hanno eseguito con scrupolo i controlli sul green pass, ma le polemiche non sono mancate, i gestori di locali si ritengono ancora una volta penalizzati rispetto ad altre categorie di lavoratori

A Catania, il primo giorno di entrata in vigore dell’obbligatorietà del Green pass per accedere a ristoranti e bar al chiuso, in palestre, piscine e musei, è trascorso senza grossi problemi, ma le polemiche tra i gestori di esercizi commerciali, che si sentono penalizzati rispetto ad altre categorie di lavoratori, non sono mancate.

A chiarire meglio il concetto di “penalizzazione” arriva Cristiano Titola, 23 anni, titolare di un bar tabacchi molto frequentato alle porte del capoluogo etneo: “Osserviamo le regole e non facciamo entrare a sedersi nessuno – dice il commerciante – ma non siamo d’accordo. Questa cosa del Green Pass è scorretta. Noi titolari di bar e ristoranti siamo stati quelli che abbiamo pagato di più per questa pandemia. Su 100 persone 70 non hanno fatto il vaccino e non hanno Green pass e io non posso farli entrare? Con la crisi che abbiamo avuto? Al bar tra consumare al banco o seduti che differenza c’è?”.

Chiarissimo il concetto, se infatti il 70% dei potenziali clienti non ha il certificato verde, è evidente che il danno per mancati incassi è notevole.

Diverso appare invece il quadro relativo ai turisti presenti in città, I bar del centro storico ieri erano affollati di turisti tutti muniti di Green pass, ma il problema resta, il turista infatti, arriva una volta poi va via.

Discorso diverso per le attività pubbliche come i siti culturali gestiti dal Comune, tra i quali il Museo ospitato nel Castello Ursino, dove, sempre i turisti, sono arrivati muniti della carta verde, come confermato dal direttore del settore Cultura del Comune di Catania Paolo Di Caro e la responsabile della rete mussale Valentina Noto. “Stamane nel Castello Ursino – dice Di Caro – sono venuti già una trentina di turisti, anche stranieri, tutti con il Green pass sullo smartphone. Qui ad aiutarci ci sono i ragazzi del servizio civile. Non abbiamo fatto entrare solamente una coppia di turisti italiani, che era contraria al Green pass”.

Una prima giornata dunque trascorsa senza troppi problemi, ma che ha evidenziato le contraddizioni di un provvedimento che appare punitivo – almeno finché la percentuali di vaccinati non saranno maggiori – per quelle categorie che più di altre hanno sofferto per questa pandemia.

Fonte Ansa


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Redazione di Fatti&Avvenimenti