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Zelensky esulta per vertice pace a Gedda ma accusa Lula di Condividere le posizioni di Putin. Anche la Cina ha posizioni diverse

“L’Ucraina esce rafforzata dalla conferenza di Gedda voluta per individuare una via di uscita pacifica dalla guerra con la Russia”

A dichiararlo è stato il capo dell’ufficio presidenziale ucraino, Andrii Yermak, che però ammette che ci sono state divergenze tra i circa 40 paesi rappresentati al vertice e sopratutto non era presente la diretta interessata, la Russia perché non invitata.

Premesso che appare difficile se non impossibile trovare un accordo con chi non essendo presente non può sottoscrivere l’accordo, ciò che più contraddicono l’ottimismo sono i distinguo della Cina e sopratutto del Brasile, ma in generale di tutti i Paesi Brics.

Il capo della delegazione ucraina alla conferenza ha detto che “A Gedda si sono svolte consultazioni molto produttive sui principi chiave su cui dovrebbe essere costruito un mondo più giusto e forte, ed è su questi principi che è costruita la formula di pace del presidente Zelensky, che abbiamo descritto in dettaglio”. La proposta di pace di Zelensky include il ritiro delle truppe russe da tutta l’Ucraina, un tribunale internazionale per perseguire i crimini di guerra russi e garanzie di sicurezza internazionali per l’Ucraina.

Veramente gli ucraini credono che il presidente russo Vladimir Putin accetti queste condizioni? La reazione di Mosca all’esclusione da Gedda è stata furente, “Non c’è alcun presupposto per la pace, l’operazione militare proseguirà”. E per fare capire meglio con i fatti quale sia la sua posizione, mentre era in corso il vertice, ha bombardato le città ucraine con decine di missili. Più chiaro di così non poteva essere.

La Cina, a quanto filtra, è stata più morbida di altre volte, ma solo perché non si è espressa sul mantenere saldo il principio dell’integrità territoriale ucraina, avrebbe accennato solo all’idea di una tregua preventiva rilanciando la sua “posizione per il superamento politico della crisi ucraina”, proposta già respinta al mittente da Kiev. L’inviato cinese Li Hui ha sottolineato la neutralità di Pechino “Pronta a fare ogni sforzo per porre fine alla guerra. Abbiamo molti disaccordi e abbiamo sentito punti di vista diversi, ma è importante che i nostri princìpi siano comuni. Siamo riusciti a raggiungere accordi sulla creazione di gruppi di lavoro per elaborare i dettagli dei temi chiave che occupano un posto di rilievo nella formula di pace espressa dal presidente Zelensky”.

Ma chi smentisce l’ottimismo per questo vertice è lo stesso presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, che ha accusato il presidente brasiliano, Luiz Inacio Lula da Silva, di “essere d’accordo con le narrazioni” del leader russo, Vladimir Putin, dopo che il presidente del Brasile ha affermato che né la Russia, né l’Ucraina vogliono la pace “mentre la gente continua a morire”.

Il presidente brasiliano che è stato indicato in diverse occasioni come potenziale mediatore tra Ucraina e Russia, chiede che i colloqui inizino ora nelle circostanze attuali, mentre Zelensky rifiuta di sedersi a parlare fino a quando la Russia non ritirerà le sue truppe dai territori che occupa in Ucraina.

“Non so perché debba condividere le narrazioni” di Putin, ha detto Zelensky, nel corso di un’intervista con diversi media latinoamericani a Kiev e che gli avevano chiesto di commentare le dichiarazioni rilasciate questa settimana da Lula.

Zelensky ha ammonito che Putin “non è diverso da qualsiasi colonizzatore”, affermando che “mente e manipola costantemente” e “sta uccidendo i nostri figli e violentando le nostre donne”.

“Spero che (Lula) abbia la sua opinione. Non mi sembra necessario che i suoi pensieri coincidano con i pensieri del presidente Putin”, ha aggiunto Zelensky, il quale ha affermato che affermazioni come quelle del leader brasiliano “non aiutano a portare la pace”.

Quelli di Zelensky appaiono “sogni irrealizzabili”, alla luce delle dichiarazioni di ieri del portavoce del Cremlino Peskov: “Al momento non ci sono margini per un accordo di Pace. Continueremo l’operazione per il prossimo futuro. La Russia vuole controllare solo i territori fissati nella sua costituzione e non vuole aggiungere altri territori ucraini”.

Da queste parole un possibile negoziato di pace dunque appare davvero lontano, le due posizioni sono agli antipodi, le condizioni del presidente ucraino Zelnsky sono inaccettabili per il presidente russo Putin e viceversa. “La Russia vuole controllare solo quei territori che sono russi in base alla sua costituzione”, ha detto l’addetto stampa presidenziale russo in un’intervista al New York Times, ed ha risposto “No”, quando gli è stato chiesto se la Russia vuole aggiungere altri territori ucraini. “Vogliamo solo controllare tutta la terra che ora abbiamo scritto nella nostra Costituzione come nostra”.