Covid. Musumeci annuncia 2 settimane di zona rossa per tutta la Sicilia e “Se Roma dice no, farò io l’ordinanza”

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Il presidente della regione Musumeci annuncia l’istituzione di due settimane di “Zona Rossa” per tutta la Sicilia e poi categorico aggiunge: “Se Roma dice no, farò io l’ordinanza”

Parole pesanti che danno la certezza che tutta la Sicilia sarà dichiarata zona rossa. Il presidente Musumeci è spaventato non solo dal tasso di positività, che in base alle ultime rivelazioni sarebbe il più alto d’Italia – sopra la media nazionale – , ma sopratutto dai ricoveri in crescita e dai decessi ormai stabilmente sopra i 30 al giorno.

Ad annunciarlo con il solito video messaggio è lo stesso governatore: “Alla luce dell’aumento dei contagi, che è ulteriormente progredito rispetto alla scorsa settimana, abbiamo sottoposto al governo centrale la proposta di dichiarare per due settimane la zona rossa in Sicilia. L’istanza sarà valutata nella cabina di regia convocata per domani a Roma e, ove la nostra richiesta non dovesse essere accolta, prudenzialmente domani stesso procederò con mia ordinanza ad applicare le limitazioni previste per le zone rosse in tutte le aree regionali a maggiore incidenza di contagio, come peraltro richiesto da numerosi sindaci”.

Il presidente da giorni è “tartassato” dai sindaci non solo di piccoli centri, ma anche delle grandi città, l’ultimo in ordine di tempo Leoluca Orlando che ha chiesto la zona rossa per Palermo e con un pressing così forte appare difficile che Musumeci possa comportarsi diversamente.

A breve dunque la Sicilia sarà tutta zona rossa, con le relative regole imposte dal Dpcm del Governo Conte: limitazioni agli spostamenti e la chiusura dei negozi. Musumenci inoltre non esclude , nonostante lo screening chiesto alle scuole, anche le elementari e le medie resteranno chiuse con didattica a distanza: “Dobbiamo evitare che rimandare misure inevitabili ci costringa a restare chiusi quando il resto d’Italia riaprirà – aggiunge Musumeci -. Confidiamo nei ristori più volte sollecitati assieme ad altri presidenti di Regione al governo centrale e, soprattutto, nel comportamento rispettoso da parte dei cittadini. Una minoranza non deve condizionare la vita sociale ed economica della nostra comunità”.


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Redazione di Fatti&Avvenimenti