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Dal Centrodestra ai Gilet arancioni fino ai Comunisti, domani 2 Giugno tutti a Roma contro il governo Conte

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Trema il governo, domani 2 giugno, festa della Repubblica, a Roma farà molto caldo e non per il sole: in piazza si prevede un assembramento eterogeneo molto corposo, nonostante i divieti

In principio fu Salvini ad organizzare la protesta di piazza per domani 2 giugno, poi come era logico si aggiunse la Meloni ed infine Berlusconi. Tutto il centrodestra in piazza per una manifestazione con il fine di protestare con cartelli e tricolori a sostegno degli italiani stremati dalla crisi economica e dal virus e dimenticati dal governo, che a tre mesi dal primo decreto, annuncia, promette ma ancora non da nulla a famiglie e imprese. Gli organizzatori promettono il rispetto delle misure anti-contagio e un flash mob silenzioso che dovrebbe essere ripetuto in ogni capoluogo di regione.

Questo era l’inizio, poi pian piano anche altri soggetti politici e della società civile si sono aggiunti e se quanti hanno annunciato la loro presenza nella capitale manterranno le promesse, domani a Roma le forze dell’ordine avranno il loro bel da fare per mantenere l’ordine pubblico e fare rispettare le regole anti-covid.

Ma vediamo chi domani da tutta Italia dovrebbe arrivare a Roma in contrasto con il divieto di mobilità interregionale e con intenti più “bellicosi” rispetto al “silenzio” promesso dal centrodestra. 

Innanzitutto i gilet arancioni del generale Pappalardo che già sabato a Milano e in altre città hanno provocato assembramenti vietati delle norme anti-contagio e che hanno come programma la richiesta delle dimissioni di Conte e del suo governo. Una manifestazione che si preannuncia diversa, sia nei contenuti che nella forma rispetto al centrodestra.

Oltre a Pappalardo dovrebbero esserci i Forconi e Casa Pound, due soggetti che difficilmente si adegueranno al rispetto delle regole.

E fin qui siamo a ideologie che vanno dal centro, alla destra estrema ai quali però si dovrebbero aggregare anche i comunisti di Marco Rizzo. Quest’ultima manifestazione è prevista per le ore 11 in piazza S. Silvestro.  Rizzo nel comunicare via web data e luogo ha spiegato le motivazioni delle protesta: “Come anche in altre piazze italiane per protestare contro questo governo che tanto ha detto e nulla ha fatto per il popolo e per i lavoratori”

Poi ha aggiunto: “La cassa integrazione non arriva, i piccoli esercizi commerciali chiudono, il lavoro non riparte, migliaia di licenziamenti sono nell’aria, la scuola pubblica non esiste più. L’elenco delle cose che non vanno è praticamente infinito ed è arrivata l’ora di dire basta”.

Mattinata calda dunque domani a Roma e nelle principali città italiane, un’onda d’urto, che se rimarrà senza risposte vere ed immediate rischia di travolgere il governo. Ormai Conte è in “cul de sac” o riesce a dare risposte entro l’estate oppure è destinato a cadere ed anche malamente.
Matteo Salvini e Giorgia Meloni scommettono sul voto in autunno, le ipotesi di governissimo infatti , anche se ha i suoi sostenitori, si infrangono nelle logica dei numeri.


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Redazione

Pubblicato da Redazione

Redazione di Fatti&Avvenimenti