Green pass e stato emergenza: è scontro tra Draghi e Salvini: “non si può limitare la vita a 30 milioni di italiani”


Scintille su Green pass Italia, zona gialla e stato emergenza, tra il premier Draghi che chiede regole più stringenti e Matteo Salvini che si schiera al fianco dei governatori: “non si può limitare la vita a 30 milioni di italiani”

Le “scintille” sono anche tra le forze di maggioranza, oltre che tra Draghi e Salvini, il risultato è che al momento non c’è alcuna convocazione, sia della cabina di regia che del Consiglio dei ministri. La Lega di Salvini contraria al Green pass e alla proroga dello stato emergenza, “non si può limitare la vita a 30 milioni di italiani”, si schiera al fianco dei governatori, mentre il premier Draghi Ma chiede regole più stringenti per fermare la diffusione della variante delta.

Le questioni  con tutto ciò che ne deriva in termini di nuovi parametri per definire i colori delle Regioni, green pass, proroga dello stato di emergenza, verranno affrontate soltanto oggi nella conferenza Stato-Regioni, fino ad ora infatti, a causa del “muro” delle Regioni, ma anche per le fibrillazioni interne alle stesse forze di maggioranza, c’è stata un’impasse. 

Ma vediamo cosa potrebbe accadere oggi. Le Regioni chiedono che i parametri per decretare il passaggio dalla zona bianca a gialla, con tutte le limitazioni del caso, prevedano il 30% dei posti letto occupati negli ospedali e il 20% nelle terapie intensive. Ma soprattutto chiedono che in zona bianca il green pass si applichi solo ai grandi eventi sportivi e di spettacolo, discoteche, fiere e congressi. Di fatto vogliono l’obbligo del certificato verde solo per quelle attività che fino ad oggi sono rimaste chiuse.

Al contrario il premier Mario Draghi con il PD e 5 Stelle in appoggio, ma con il dissenso della Lega, per fermare l’avanzare della variante Delta, vuole più rigore, ma distinguendo le attività su tre livelli: i servizi essenziali che non richiedono green pass, quelli che ne prevedono una versione “light”, dunque una sola dose con una data già fissata e ravvicinata per la seconda e infine l’elenco delle attività per cui il certificato verde dovrà attestare la vaccinazione completa.

Alla luce di queste differenze, la distanza tra le Regioni e parte del governo appare difficile da colmare. Per bar e ristoranti, ad esempio, il governo vuole introdurre il green pass, anche se solo per i tavoli all’interno e pur con una sola dose, lasciando comunque libere le consumazioni al bancone o all’esterno del locale. E questo anche in zona bianca: una presa di posizione che i governatori hanno rimandato al mittente.

Inoltre ci sono le tappe che il governo intende indicare per rendere più stringente l’uso del certificato verde, complice il rientro a scuola nonché il ritorno dalle vacanze agostane e, secondo fonti di governo, nelle ultime ore non si sarebbe escluso l’obbligo di certificato verde sui mezzi pubblici a partire da metà settembre.

L’ennesimo punto di disaccordo, su cui il confronto, in queste ore, è andato avanti serrato tanto da portare a un rinvio come sulla scuola: la decisione su bus e metro dovrebbe essere presa più avanti e non in questo decreto.

Oggi, salvo nuovi ma improbabili rinvii, ci sarà l’attesa cabina di regia con Draghi, poi un nuovo confronto con le Regioni ed infine il Consiglio dei ministri che dovrà varare il nuovo decreto, nel quale verrà indicata la nuova data dello stato d’emergenza, che Draghi vorrebbe fissare al 31 dicembre.


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