Green Pass. Mattarella firma il decreto, ma con marcia indietro: nessuna sospensione dal lavoro, stop stipendi fino a 31/12

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Il Green Pass sui luoghi di lavoro è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale, ma arriva una piccola e significativa batosta per il “l’invicibile” Governo Draghi: prima della firma del Presidente della Repubblica, è stato necessario modificarlo, eliminando la disposizione che prevedeva la sospensione dal lavoro

E’ una vittoria monca quella del governo di Mario Draghi, apparentemente invincibile e senza opposizione, non ha potuto fare altro se non marcia indietro. Pubblicato dunque in Gazzetta Ufficiale il decreto legge sul Green Pass firmato dal Presidente della Repubblica: per i lavoratori senza pass ci sarà lo stop allo stipendio ma nessuna sospensione dal lavoro.

Il Governo Draghi voleva prevedere la sospensione del rapporto di lavoro a partire dal quinto giorno fino alla presentazione del lasciapassare. Invece, nel Decreto firmato dal Presidente Mattarella, il lavoratore sarà considerato “assente ingiustificato fino alla presentazione della predetta certificazione e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2021, senza conseguenze disciplinari e con diritto alla conservazione del rapporto di lavoro”. Ma dal primo giorno di assenza “non sono dovuti la retribuzione né altro compenso o emolumento” .

Green Pass nello specifico: come funziona

Dipendenti pubblici

L’art. 1 recita: Dal 15 ottobre 2021 e fino al 31 dicembre 2021, termine di cessazione dello stato di emergenza, al fine prevenire la diffusione dell’infezione da Sars-CoV-2, al personale delle amministrazioni pubbliche, al personale delle Autorità amministrative indipendenti, ivi comprese la Commissione nazionale per la società e la borsa e la Commissione di vigilanza sui fondi pensione, della Banca d’Italia, nonché degli enti pubblici economici e degli organi di rilievo costituzionale, ai fini dell’accesso nei luoghi in cui svolgono l’attività lavorativa, è fatto obbligo di possedere e di esibire, su richiesta, la certificazione verde Covid-19″.

Lavoratori privati

L’articolo 3 del decreto dice che i lavoratori privati senza del green pass: “sono considerati assenti ingiustificati fino alla presentazione della predetta certificazione e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2021, senza conseguenze disciplinari e con diritto alla conservazione del rapporto di lavoro. Per i giorni di assenza ingiustificata non sono dovuti la retribuzione né altro compenso o emolumento, comunque denominato”.

“Per le imprese con meno di quindici dipendenti, dopo il quinto giorno di assenza ingiustificata di cui al comma 6, il datore di lavoro può sospendere il lavoratore per la durata corrispondente a quella del contratto di lavoro stipulato per la sostituzione, comunque per un periodo non superiore a dieci giorni, rinnovabili per una sola volta, e non oltre il predetto termine del 31 dicembre 2021″.

Magistrati Sì, Avvocati No

“Dal 15 ottobre 2021 e fino al 31 dicembre 2021, termine di cessazione dello stato di emergenza, al fine di tutelare la salute pubblica e mantenere adeguate condizioni di sicurezza, i magistrati ordinari, amministrativi, contabili e militari, gli avvocati e procuratori dello Stato, i componenti delle commissioni tributarie non possono accedere agli uffici giudiziari se non possiedono e, su richiesta, non esibiscono la certificazione verde Covid-19”, recita l’articolo 2. “Le disposizioni (…) si applicano anche al magistrato onorario” mentre, si specifica, le disposizioni “non si applicano agli avvocati e altri difensori, consulenti, periti e altri ausiliari del magistrato estranei alle amministrazioni della giustizia, testimoni e parti del processo”.

Green pass esteso: multe e sanzioni

Con l’introduzione dell’obbligo vengono previste multe fino a 1.500 euro per chi viene trovato senza certificato sul luogo di lavoro. “L’accesso del personale nei luoghi di lavoro” senza Green Pass è punito con una “sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 600 a euro 1.500”. Multe non solo per i dipendenti ma anche per i datori di lavoro che non controllano. Il dl approvato dal Consiglio dei ministri oggi sull’estensione del passaporto vaccinale prevede infatti siano i datori di lavoro a controllare, con multe per chi venisse eventualmente scoperto a non controllare che vanno da 400 a mille euro.

Come funziona la prima dose del vaccino per il Green Pass

All’articolo 5 del decreto viene specificato che il Green Pass verrà rilasciato non dopo 15 giorni dalla prima dose di vaccino, ma “dalla medesima somministrazione”. Quindi, subito. Una scelta dunque che pare fatta per favorire la vaccinazione ed il rilascio del Green Pass tramite vaccino.

Qui il testo del Decreto


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Redazione di Fatti&Avvenimenti