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La gioia di Grifo in Nazionale non è banale: il “tedesco” di origini siciliane ne fa due

La storia di Vincenzo Grifo è simile a quella di molti suoi connazionali e di persone provenienti da realtà dure dal punto di vista economico, i cui genitori sono stati costretti a cercare altrove la propria stabilità per poter permettere un futuro con più possibilità ai propri figli. Scopriamo un po’ di più su questo calciatore che ha convinto Mancini a far parte della selezione azzurra e che ha conquistato la Bundesliga con tanta qualità.

 

Da Naro alla Nazionale: per la gioia dei familiari 

Se si chiede a Vincenzo Grifo di che nazionalità e cultura si senta nonostante i suoi natali teutonici, precisamente in quel di Pforzheim 27 anni fa, ci si sentirà rispondere senza indugi: italiana! Eh sì, perché Vincenzo il legame con la patria dei suoi genitori non lo ha mai perso, anche grazie alle ripetute visite ai familiari in Italia che il papà originario di Naro, in provincia di Agrigento, e la mamma, salentina di Lecce, ogni anno organizzavano per sentire le rispettive famiglie più vicine. I due goal in amichevole contro l’Estonia all’Artemio Franchi non sono un caso, Grifo non è una di quelle scommesse su cui gli allenatori si fissano non trovando riscontro sul campo solo per andare contro la critica o la stampa: l’azzurro della Nazionale italiana il giocatore lo aveva già indossato e con due rappresentative diverse.

La prima volta nel settembre del 2013, quando Alberico Evani, all’epoca CT dell’Italia Under-20, aveva dato fiducia all’italo-tedesco che aveva convinto l’ex centrocampista del Milan quando militava nell’Hoffenheim. La seconda volta, quando Luigi Di Biagio lo aveva convocato per le qualificazioni agli Europei 2015, anche se Vincenzo non scese mai in campo e non fece registrare presenza con l’Under-21.

La prestazione contro l’Estonia arriva a praticamente due anni esatti dal suo esordio con la Nazionale maggiore: era il 20 novembre 2018 e Mancini aveva chiamato Grifo per il doppio impegno con Portogallo, valido per la Nations League, e per l’amichevole vinta per 1-0 contro gli Stati Uniti. Fu proprio in occasione dell’amichevole contro la squadra a stelle e strisce che Grifo fece il suo esordio in Nazionale.

La carriera di Grifo è stata alquanto tortuosa e nel 2012 ha anche rischiato di venire a giocare in Serie A con la Lazio, ma l’Hoffenheim batté la concorrenza del club capitolino e Vincenzo restò in Germania. Ormai in Bundesliga lo conoscono tutti, centrocampista offensivo che può giocare anche da seconda punta è un destro naturale molto tecnico e anche molto mobile, ha dalla sua una grande abilità sui calci piazzati, specialità che al Friburgo, sua squadra attuale, lo fa risaltare ancor di più come leader del club rosso-nero-bianco. Grifo in Bundesliga ha collezionato ben 104 presenze e messo a segno 19 reti. 

La gioia per la doppietta sarà sicuramente stata incontenibile per Vincenzo Grifo, che in un’intervista del 2016 aveva dichiarato di sognare l’azzurro da quando ha indossato gli scarpini da calcio per la prima volta a quattro anni. Ma immaginiamo che nei rispettivi paesi dei genitori ci sia stata festa grande: Naro e Lecce saranno orgogliosi per le due reti del ragazzo che visitava nonni e parenti ogni anno per le vacanze estive. Ora quel ragazzo è un uomo che fa parte dei piani di Roberto Mancini per i prossimi Europei e siamo sicuri che Vincenzo ce la metterà tutta come ha sempre fatto, con sudore e qualità, per rappresentare quella che ha sempre sentito la sua nazione, seppur lontana migliaia di chilometri.

Redazione

Pubblicato da Redazione

Redazione di Fatti&Avvenimenti