“Rivolta” dei sindaci siciliani verso Draghi e Musumeci: le scuole resteranno chiuse fino a Domenica

Le scuole, di ogni ordine e grado, pubbliche e private in quasi tutta la Sicilia resteranno chiuse fino a domenica prossima. I sindaci con ordinanze singole contraddicono le indicazioni nazionali e regionali

I sindaci siciliani non ci stanno ad assumersi la responsabilità di eventuali focolai di covid nelle scuole delle città che amministrano. La responsabilità oggettivamente è troppo grande. E così ieri, dopo avere ricevuto la notizia che la riunione della task force regionale si era conclusa con la decisione di fare tornare in classe gli studenti per questa mattina, appiattendosi su quanto aveva deciso il premier Draghi, è scattata quella che a volere essere dubbiosi, appare come una vera e propria rivolta.

Le “danze” iniziano intorno alle 18, quando l’Anci Sicilia, per mezzo del presidente Leoluca Orlando, interviene con una nota “in riferimento alle dichiarazioni dell’assessore regionale all’Istruzione, Roberto Lagalla”, evidenziando di “avere denunciato in una nota ufficiale, inviata stamattina, ai rappresentanti del Governo, la mancanza di dati certi e di avere apertamente chiesto il rinvio dell’apertura delle scuole”.

Da quel momento è un susseguirsi di ordinanze dei sindaci, le prime quelle delle tre città metropolitane: Leoluca Orlando sindaco di Palermo, Salvo Pogliese di Catania e Cateno De Luca di Messina, ai quali in tarda serata si sono aggiunti i sindaci di Agrigento, Caltanissetta, Ragusa e Siracusa. Poi anche Trapani, dove il sindaco a prorogato la chiusura fino al 21 gennaio.

Infine per tutta la serata, in maniera anche vorticosa sono arrivate quelle degli altri sindaci di quasi tutta la Sicilia.

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Redazione di Fatti&Avvenimenti

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