Salute & Benessere. Il golf più pericoloso delle arti marziali?


Il golf più pericoloso delle arti marziali? È un’affermazione che può stupire, ma i dati che costantemente vengono aggiornati dai vari organi di controllo evidenziano come il green sia più pericoloso del tatami

Secondo un’indagine dell’agosto 2020 condotta da Golf Support, catena che commercializza articoli per il golf, basata sui dati del rapporto britannico relativo agli infortuni sportivi del 2018 (National Health Statistics Report), il calcio è in assoluto lo sport in cui si registra, in percentuale, il maggior numero di infortuni.

È un dato atteso, considerato che è uno sport che prevede contrasti e che moltissimi sono i praticanti. Ma chi avrebbe mai detto che il rugby e le arti marziali sono sporti più sicuri del golf? Ebbene si, gli infortuni sul green sono preceduti solo da quelli dovuti al calcio, al basket ed all’hockey.

Nel golf gli infortuni interessano quasi esclusivamente il sistema muscolo-scheletrico, con una netta distinzione tra eventi acuti e cronici.

Nella prima categoria rientrano gli incidenti secondari a traumi, come strappi o stiramenti muscolari, distrazioni capsulo-legamentose, lussazioni e fratture, mentre le patologie croniche, caratterizzate da un’insorgenza più lenta e subdola dei sintomi, sono dovute a sovraccarichi funzionali e microtraumi ripetuti nel tempo.

Le cause principali degli infortuni sono:

  • l’esecuzione di gesti ripetuti con intensità o frequenze superiori alla resistenza dei tessuti o alla loro capacità di adattamento,
  • i movimenti scorretti (tecnica scadente o esasperazione del gesto tecnico),
  • l’utilizzo di attrezzatura che trasmetta vibrazioni (mazze inadeguate),
  • l’adozione di posture scorrette.

I tipi di danno variano molto in base al tipo giocatore. I professionisti sollecitano maggiormente i polsi, poi schiena, mano, spalla e ginocchio. Le cause sono prevalentemente imputabili all’eccessiva frequenza di gioco ed alle cosiddette “palle sporche” (dette anche “chunk”, cioè quando il bastone colpisce il terreno prima della pallina).
Nel caso degli amatori, invece, in cui ad una tecnica talora imprecisa si aggiunge spesso un insufficiente livello di preparazione atletica, la regione del corpo in cui si registrano più infortuni è la colonna lombare, seguita da gomito, polso, spalla e ginocchio.

Non vi sono sostanziali differenze in numero, distribuzione anatomica e severità fra uomini e donne, eccezion fatta per una prevalenza di lesioni a carico della colonna nei maschi, probabilmente legata ad una maggiore forza di rotazione del tronco nell’esecuzione del gesto tecnico.

Il numero di infortuni nei professionisti è ripartito in modo omogeneo nel corso dell’anno, mentre per gli amatori vi sono due momenti più a rischio: alla ripresa dopo la pausa inverale ed a metà stagione.

In entrambi i casi la scarsa preparazione fisica è una concausa determinante, poiché nel primo non permette caso di affrontare in modo adeguato i primi allenamenti e nel secondo di sopportare le conseguenze di una pratica costante e continua.

Proprio la preparazione fisica è di grande importanza per affrontare in sicurezza il green, sia a livello professionale che amatoriale, e sono sempre più giocatori, non solo professionisti, che fanno proprio questo concetto .
Il cambiamento di mentalità, in atto da una decina di anni, coincide con l’abbassamento dell’età media dei giocatori coinvolti, ma risulta estremamente vantaggioso anche per i giocatori più anziani e in ottica di prevenzione degli infortuni.

Ma in cosa consiste la preparazione fisica per chi vuole giocare a golf?
Prima di tutto occorre allenare la resistenza cardiovascolare, per affrontare in tranquillità l’intero giro di buche senza fatica e vivere in serenità anche i momenti emozionalmente difficili di un eventuale partita. Sono possibili diversi metodi di allenamento (camminata o leggera corsa in salita, bici), l’importante è dedicare a alla preparazione almeno 40 minuti, 2/3 volte alla settimana.

È poi importante allenare la forza, poiché la tonificazione dei distretti muscolari coinvolti nel gesto dello swing permette, oltre a garantire un gesto atletico più sicuro, di avere un miglior controllo del bastone e di accrescere l’accelerazione del movimento, aumentando la distanza del colpo.

Le sessioni di allenamento devono sempre essere precedute da adeguato riscaldamento e poi da un corretto defaticamento.

Salute & Benessere è una rubrica medica a cura del dott. Accursio Miraglia.


Pubblicato da Accursio Miraglia

Accursio Miraglia, nato a Sciacca il 27-12-68 Nel 1994 Laurea con Lode in Medicina e Chirurgia, Università Cattolica del Sacro Cuore (Roma – Policlinico Gemelli) Nel 1998 Specializzazione con Lode in Medicina Fisica e Riabilitativa (Fisiatria), Università di Tor Vergata (Roma) Dal 1998 al 2006 partecipa a numerosi corsi di aggiornamento organizzati dall’Accademi Italiana di Medicina Manuale Dal 1998 al 1999 Assistente medico, responsabile area riabilitativa Casa di cura "Villa Fulvia", Roma Dal 1999 ad oggi Direttore Sanitario del Centro di Educazione Psicomotoria s.r.l, centro di fisioterapia accreditato presso il SSN Dal 2009 è consulente tecnico d'ufficio presso il Tribunale di Sciacca e gli uffici del Giudice di pace di Sciacca, Menfi e Ribera. Dall’anno accademico 2014-2015, professore a contratto presso la Scuola di Specializzazione in Medicina Fisica e Riabilitativa dell’Università di Roma “Tor Vergata”. Dal 2015 ricopre il ruolo di docente presso il “Corso-Teorico pratico di Medicina Manuale” organizzato dalla SIMFER (Società Italiana di medicina Fisica e Riabilitativa) con la collaborazione Società Italiana di Medicina Vertebrale (MEDVERT) e le Università “la Sapienza” e Tor Vergata” di Roma.