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Salute & Benessere. L’importanza del sonno

Il rapporto che ognuno di noi ha col sonno e col concetto di riposo è assolutamente personale: c’è chi dorme tanto, chi ha bisogno solo di qualche ora di sonno, chi si alza presto e chi, viceversa, la mattina proprio non riesce a staccarsi dal letto


Ma il fatto che vi siano delle abitudini personali non significa che non ci siano delle “regole di buona condotta” generali, che valgono per tutti indipendentemente dalla soggettività. Perché il sonno è un bene prezioso e fondamentale per il benessere di tutti.

Ma perché il sonno è così importante?

Nel momento in cui il nostro corpo è nella fase di sonno, il suo assetto biochimico cambia e si attivano una serie di funzioni vitali fondamentali per il mantenimento del benessere psicofisico. In questo gioca un ruolo fondamentale il nostro cervello che, nonostante la sensazione di perdita di coscienza che associamo al sonno, resta in parte vigile. È come se, non dovendo prestare attenzione a tutto ciò che abbiamo intorno, ai continui stimoli ambientali, il nostro cervello riuscisse a concentrarsi su quelle attività che richiedono uno stato di “quiete”.

Un recente studio condotto dall’Università del Wisconsin, e pubblicato su The Journal of Neuroscience, ad esempio, dimostra che, durante il sonno, aumenta la produzione delle cellule che vanno a formare la mielina, una sorta di guaina protettiva isolante che consente la corretta trasmissione degli impulsi nervosi: questo spiegherebbe perché un sonno ristoratore e la giusta quantità di riposo ci permettono di essere più lucidi, reattivi durante il giorno e di come, al contrario, i disturbi del sonno possono metterci in difficoltà.

Il sonno serve inoltre per riorganizzare e consolidare la memoria: il cervello approfitta della “pausa” notturna per rielaborare ciò che ci è successo durante la giornata. Attraverso il monitoraggio dell’attività cerebrale durante il sonno, infatti, si è scoperto che il tipo di onde prodotte dal cervello e le aree cerebrali che si attivano sono le stesse di quando ricordiamo eventi passati. Inoltre, rielaborando l’accaduto e memorizzandolo, il cervello apprende.
Insomma, anche se durante il sonno viviamo una situazione di non-coscienza, non si può dire che il cervello “dorma”.

Il sonno permette inoltre al nostro corpo di compiere altre due importanti azioni.

La prima è l’eliminazione delle tossine: durante il sonno, l’attività metabolica rallenta e le proteine di rifiuto prodotte dal cervello nella fase di veglia vengono eliminate ed avviate agli organi dove saranno degradate.
La seconda è la rigenerazione cellulare e dei tessuti: con le attività metaboliche rallentate e l’attività cerebrale meno stressata dalle incombenze della veglia, anche l’attività cellulare dei distretti periferici si concentra sulla rigenerazione tissutale. Questo accade ad esempio ai muscoli che, mentre dormiamo, si rilassano e hanno modo di rigenerarsi riparando le microlesioni che le attività della giornata hanno comportato, ma anche alla pelle e ad altri tessuti ed organi.

Ma quanto occorre dormire?

Non c’è un numero preciso di ore, molto dipende dal tipo di vita che si conduce, dai ritmi ai quali si deve fare fronte, dalla qualità del sonno delle notti precedenti. In genere un sonno della durata complessiva di 6-8 ore è quello giusto. Al di sotto e al di sopra di tale soglia si riscontra nel lungo periodo una maggiore tendenza a sviluppare diabete, ipertensione, patologie cardiovascolari e depressione.
Occorre, però, che sia un sonno di qualità, non interrotto troppe volte, sereno e ristoratore.

 

Salute & Benessere è una rubrica medica a cura del dott. Accursio Miraglia.

Pubblicato da Accursio Miraglia

Accursio Miraglia, nato a Sciacca il 27-12-68 Nel 1994 Laurea con Lode in Medicina e Chirurgia, Università Cattolica del Sacro Cuore (Roma – Policlinico Gemelli) Nel 1998 Specializzazione con Lode in Medicina Fisica e Riabilitativa (Fisiatria), Università di Tor Vergata (Roma) Dal 1998 al 2006 partecipa a numerosi corsi di aggiornamento organizzati dall’Accademi Italiana di Medicina Manuale Dal 1998 al 1999 Assistente medico, responsabile area riabilitativa Casa di cura "Villa Fulvia", Roma Dal 1999 ad oggi Direttore Sanitario del Centro di Educazione Psicomotoria s.r.l, centro di fisioterapia accreditato presso il SSN Dal 2009 è consulente tecnico d'ufficio presso il Tribunale di Sciacca e gli uffici del Giudice di pace di Sciacca, Menfi e Ribera. Dall’anno accademico 2014-2015, professore a contratto presso la Scuola di Specializzazione in Medicina Fisica e Riabilitativa dell’Università di Roma “Tor Vergata”. Dal 2015 ricopre il ruolo di docente presso il “Corso-Teorico pratico di Medicina Manuale” organizzato dalla SIMFER (Società Italiana di medicina Fisica e Riabilitativa) con la collaborazione Società Italiana di Medicina Vertebrale (MEDVERT) e le Università “la Sapienza” e Tor Vergata” di Roma.