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Sciacca. Coronavirus, Razza commissaria il “Giovanni Paolo II”: fuori Migliazzo arriva Alberto Firenze


Dopo le polemiche per la gestione non troppo “trasparente” della comunicazione e non solo, l’ospedale di Sciacca è stato commissariato, la Regione nomina Alberto Firenze commissario ad acta

Nella foto il dott. Alberto Firenze

Dunque alla fine le polemiche hanno sortito un effetto dirompente, l’ospedale “Giovanni Paolo II” di Sciacca è stato commissariato. L’assessore regionale alla Sanità, Ruggero Razza, ha nominato un commissario ad acta, il dott. Alberto Firenze che di fatto sostituisce Gaetano Migliaccio, nella gestione degli ospedali riuniti di Sciacca e Ribera per la gestione dell’emergenza Covid-19″.

Le parole dell’assessore Ruggero Razza bastano da sole a commentare il clima che si era creato intorno al nosocomio saccense: “La direzione medica continua ad apparire caratterizzata da una gestione non in linea con le misure organizzative richieste dall’emergenza Covid-19”.

Le accuse mosse a Migliazzo da diverse parti e in primis dal sindaco Francesca Valenti, che ieri si era recata nell’ospedale con tanto di mascherina e guanti, ma tornata di fatto a “mani vuote”, sono state di non avere rilasciato adeguate comunicazioni su quanto avveniva all’interno del nosocomio. L’assessore Razza, quindi ha accolto le lamentele, nominando commissario ad acta il dott. Alberto Firenze, originario di Castelvetrano, Medico Chirurgo Specialista in Igiene e Medicina Preventiva che opera al Policlinico di Palermo. La sua nomina è fino al 31 luglio.

Secondo quanto scritto nel provvedimento dell’assessore dopo il caso dei 19 contagi, Migliazzo non avrebbe rispettato i protocolli di sicurezza e con le sue dichiarazioni avrebbe scoraggiato la popolazione.

Il documento inoltre mette in dubbio l’adozione delle adeguate misure dopo l’esplosione del primo caso di Coronavirus all’interno dell’ospedale, accusando la struttura di non aver saputo arginare il contagio. Questa situazione avrebbe – sempre secondo il decreto – causato un “allarme psicologico permanente” che potrebbe scoraggiare la popolazione saccense. Nell’atto vengono rimproverate anche le comunicazioni mediatiche del direttore medico di presidio, il quale ha rischiato di “contribuire ad aggravare l’allarme sociale”.

QUI’ IL DECRETO DELL’ASSESSORE RAZZA