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Caso Gregoretti. Salvini presenta memoria difensiva e attacca il premier Conte: “anche lui era al corrente”

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L’ex ministro Salvini dovrà nuovamente difendersi dall’accusa contestata dal tribunale dei ministri di Catania di sequestro di persona, questa volta sul caso della nave militare Gregoretti, ma a fare “l’agnello sacrificale” non ci sta e attacca il premier Conte

La Giunta per le autorizzazioni a procedere di Palazzo Madama, dall’otto gennaio dovrà decidere se dare l’autorizzazione a procedere contro il senatore sul caso del mancato sbarco dei 131 migranti fermi per 5 giorni sulla nave militare Gregoretti. L’ex ministro degli Interni però non ci sta e si dice convinto di avere agito nell’interesse pubblico e che tutto il governo con in testa il premier Giuseppe Conte sapeva ed era d’accordo con la linea del Viminale, esattamente come accadde con il caso “sovrapponibile” della nave Diciotti, quando a marzo è stata negata l’autorizzazione a procedere.

ll leader della Lega quindi si difende e passa al contrattacco e ieri ha presentato una dettagliata memoria difensiva, con la quale, tramite otto mail intercorse tra i vari Ministeri, comunicati stampa e dichiarazioni rilasciate dai vari ministri coinvolti a TV e giornali, intende dimostrare, che se colpa c’è stata, è da attribuire a tutto il governo.

Nelle otto mail e nelle nove pagine presentate, Matteo Salvini ricostruisce la cronologia dei fatti e aggiunge le sue osservazioni: “E’ evidente che della vicenda si è occupato il governo in modo collegiale, al fine di investire gli Stati membri dell’Ue della questione della redistribuzione dei migranti salvati”. E poi aggiunge : “Del resto, la richiesta di ripartire gli stranieri a bordo era stata fatta dalla presidenza del Consiglio”.

Infine l’ex ministro conclude con una considerazione politica: “La gestione dei migranti non rappresentava l’espressione della volontà autonomia e solitaria del ministero dell’Interno, bensì un’iniziativa del governo italiano coerente con la politica relativa ai flussi migratori, definita anche nel contratto di governo”.

Su questi fatti e valutazioni dall’8 gennaio partirà la discussione della Giunta per le autorizzazioni a procedere, che dovrà valutare il contenuto della memoria. Poi il presidente e relatore Maurizio Gasparri presenterà la proposta alla Giunta che il 20 gennaio dovrà votarla. Va precisato che qualunque sia la decisione presa, alla fine sarà l’aula del Senato a decidere con un altro voto, se Salvini va processato o meno.

Come finirà è difficile prevederlo, Luigi Di Maio stavolta si schiera contro Salvini ed ha dichiarato che il M5S voterà per farlo processare, ma il risultato al Senato non è scontato, i grillini sono allo sbando, e Di Maio ormai non controlla più i gruppi ed al netto dell’emorragia dei fuoriusciti, in molti sarebbero propensi a non seguire l’ex leader.

Incertezza anche in Giunta, sui 23 voti complessivi, i tre componenti di Italia viva ripetono di voler leggere bene le carte prima di decidere. Al momento i no sicuri all’autorizzazione a procedere sono 10, mentre 8-9 quelli che la voterebbero. Tutto quindi è nelle mani degli indecisi che dovranno valutare la memoria presentata da Salvini.

 


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Debora Ranzetti

Pubblicato da Debora Ranzetti

Debora Ranzetti, romana, avvocato ma blogger per passione. Non ha partiti ne tessere, amante delle battaglie impossibili, il cui motto è: “non mi piego, ma a spezzarmi non ci penso nemmeno”. Scrive quello che pensa, senza filtri, ma sempre nel rispetto delle regole. Animalista, ambientalista, inquieta e sempre di corsa, ma pronta a fermarsi se qualcuno è in difficoltà.