In Sicilia record di NoVax, ma è ottava per contagi giornalieri superata dalle regioni ProVax con più contagiati

La Sicilia è la Regione con il maggior numero di persone non vaccinate, ma secondo le statistiche del Ministero della Salute, ieri era all’ottavo posto per contagi giornalieri. L’equazione più vaccinati uguale diminuzione dei contagi quindi non regge


Sono i dati ufficiali forniti dal Ministero della Salute che ci consegnano una realtà che neanche le Star dei virologi onnipresenti in Tv possono smentire: le regioni più virtuose in fatto di vaccinazione hanno il più alto numero di contagi. La Sicilia ad oggi ha il primato di Regione “NO VAX”, che secondo il ragionamento dei vari esperti, per conseguenza, dovrebbe essere anche al primo posto nei contagi giornalieri, ma così non è, facendo di fatto crollare le “certezze” dei televirologi nazionali.

Per la precisione l’ottavo posto si riferisce alla giornata di ieri 15 ottobre come riportato dall’Ansa, oggi la Sicilia è al quarto posto, ma sempre al di sotto di Lombardia e Veneto, sempre secondo l’Ansa .

In Sicilia ci sono 625.565 non vaccinati, pari al 24,3%, segue la Calabria con 226.745 non vaccinati , pari al 23,4%, poi la Provincia Autonoma di Bolzano 63.570 N.V. E 22,7%, la Valle d’Aosta 13.017 N.V. e 21%, le Marche 156.72 N.V. e 20,4%.

Le regioni più virtuose sono: Lombardia con il 14,3% di non vaccinati, il Lazio con il 14,2% e la Toscana con il 13,8%.

Questa situazione, da venerdì 15 ottobre, giorno dell’entrata in vigore dell’obbligo del green pass per i lavoratori, nonostante la minimizzazione dei media, ha creato non pochi problemi logistici. Un dato per tutti: lunedì prossimo 2 milioni di lavoratori rimarranno a casa perché impossibilitati a farsi il tampone per avere il Green pass e questo perché, nonostante l’obbligo, chi non si era vaccinato, con l’obbligo non ha cambiato idea ed ha optato, come la legge consente, di farsi il tampone per avere il lasciapassare verde.

Come prevedibile, la mole di richieste di tamponi è stata enorme e come ha comunicato la Cgia, le farmacie e le strutture pubbliche/private dedicate a questo servizio non sono in grado di fare giornalmente un numero di test sufficienti per coprire la domanda.

Secondo le stime del Governo i lavoratori senza green pass sarebbero 3 milioni, pari al 13% degli occupati in Italia, i quali per accedere al posto di lavoro entro fine anno dovranno fare ogni 2 giorni il tampone per avere il lasciapassare verde.

Un numero enorme di tamponi, che però al momento non sono materialmente disponibili per problemi produttivi. Solo ieri sono stati fatti 506 mila tamponi ed anche ipotizzando un aumento della produttività da parte delle farmacie e delle strutture dedicate a fare questi test, dopodomani il numero complessivo potrebbe salire fino a 700 mila che sommati alle oltre 300 mila persone che per ragioni di salute non sono obbligate al possesso della certificazione, rimarrebbero senza pass oltre 2 milioni di lavoratori. Un numero talmente alto da mettere a serio rischio l’economia nazionale.

La palla ora passa al Governo, che se per decreto ha consentito l’ingresso negli uffici e nelle fabbriche solo a chi ha il Green pass, ottenibile attraverso il vaccino o il tampone, è evidente che al contempo deve garantire la possibilità di fare il tampone anche a chi non vuole somministrarsi il siero. Se ciò non avvenisse, sarebbe leso il diritto al lavoro a milioni di persone, venendo meno a un principio fondamentale di uno Stato di diritto: la legalità, che deve essere sempre rispettata sia dai soggetti pubblici sia da quelli privati.

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