Proroga Stato emergenza: per Boccia è “scelta obbligata” ma teme il “NO” di Lega e F.d.Italia in Parlamento

Lo Stato emergenza Covid scade il 31 dicembre e il governo valuta la proroga, al momento possibile solo fino al 31 gennaio. Per superare tale data bisognerebbe promulgare una nuova legge, che andrebbe quindi votata dal parlamento e per questo il Dem Boccia teme che la destra non sia d’accordo e affossi il nuovo stato d’emergenza

Da settimane si parla di prorogare lo Stato d’emergenza Covid che scadrà il 31 dicembre ed in forza della legge vigente, sarebbe prorogabile solo fino al 31 gennaio. Per andare oltre questa data si deve necessariamente superare l’attuale norma e non è possibile farlo con un provvedimento del Consiglio dei Ministri, ma si deve passare per le forche caudine del parlamento con conseguente voto delle due Camere ed i rischi che ciò comporta. Lega e Fratelli D’Italia infatti, sono contrari per principio, ma anche negli altri partiti il pensiero non è unanime e dopo quanto successo sul ddl Zan i franchi tiratori non sono da escludersi a priori.

Su questo argomento abbiamo pubblicato un articolo – qui il link – che spiega nel dettaglio la norma attualmente in vigore e la validità fino al 31 gennaio 2022.

Dunque ciò che molte fonti governative da giorni prospettano, ovvero che stanno valutando di estendere l’emergenza addirittura fino al prossimo giugno 2022, appare più che altro un tentativo per spingere i non vaccinati e convincerli a cambiare idea.

Di questo “piccolo” particolare è a conoscenza l’ex ministro del Pd Francesco Boccia, che a margine dell’assemblea regionale del Pd a Lamezia Terme, in Calabria, ha parlato di “scelta obbligata”, ma ammette che la strada è in salita proprio per il possibile veto delle destre.

“I dati che arrivano dagli altri Paesi Europei, – ha detto Boccia – dicono con chiarezza che il Covid è ancora prepotentemente in circolazione e rischia di fare ancora danni seri. La situazione in Italia, al momento, è sotto controllo sia per quanto riguarda i dati giornalieri che l’occupazione delle reti sanitarie, la campagna di vaccinazione ha dato gli effetti auspicati. Ora, però, dobbiamo evitare di vanificare la quasi normalità riconquistata e la ripresa economica intrapresa: con questo scenario in Europa, terza dose di vaccino e proroga dello stato di emergenza diventano scelte obbligate”.

Poi però, consapevole che la proroga deve passare sotto la scure del voto delle due Camere del Parlamento, aggiunge: “Mi auguro che almeno questa volta, la destra di lotta e di governo non faccia la solita propaganda e segua le indicazioni della scienza. Lega e Fratelli d’Italia devono dire con chiarezza da che parte stanno: se con la scienza e le istituzioni o con i no green pass e i no vax”.

Boccia ne ha anche per i centristi di destra: “I moderati di centrodestra, pur sostenendo le tesi pro scienza sull’emergenza sanitaria, si dimostrano schiavi di Salvini e restano silenti quando si tratta di prendere le distanze dal sostegno di Lega e Fdi alle frange peggiori, sostenendo una sempre più imbarazzante unità di un centrodestra diviso in tre destre”.

Ma Boccia nel suo ragionamento, forse non ha messo in conto che anche tra gli alleati di governo del M5S, non tutti voterebbero il cambio di legge e le parole del leader in pectore Giuseppe Conte – che dice sì alla terza dose, ma nicchia sulla proroga – non sono di buon auspicio: “si tratta di una norma funzionale a tenere attivi dei presidi di sicurezza. Adesso non si può dire se va rinnovato o meno, in prossimità le autorità sanitarie ci devono dire se è necessario”.

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Redazione di Fatti&Avvenimenti

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